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AttivAree: i territori più fragili rinascono grazie all’agricoltura

Il programma dell'ente filantropico ha favorito lo sviluppo delle aree interne dell'Oltrepò Pavese e delle valli bresciane Trompia e Sabbia.

AttivAree: i territori più fragili rinascono grazie all’agricoltura
Glocal news 31 Marzo 2021 ore 22:35

L’agricoltura come fattore di rinascita delle aree interne più fragili. Fondazione Cariplo nel 2016 ha lanciato il programma AttivAree proprio con questo obiettivo e oggi se ne vedono i frutti.

AttivAree, aiutare le aree interne più fragili

«Abbiamo voluto porre l’attenzione sulle aree interne marginali, lontane dalle città e soggette negli ultimi decenni ad abbandono – ci ha spiegato Elena Jachia, direttrice dell’Area Ambiente di Fondazione Cariplo e responsabile del programma – Ma al contempo ricche di risorse naturali, culturali e sociali. Abbiamo anche colto un interesse crescente a livello politico, con la Strategia Nazionale per le Aree Interne, e locale, con diversi episodi di ripopolamento e diversi esempi di ritorno alle aree rurali. Quindi, in questo contesto favorevole, Fondazione Cariplo ha voluto dare il suo contributo per aiutare territori più fragili, che avevano più bisogno di opportunità rispetto alle realtà urbane».

Così nel 2016 è stata lanciata una Call for ideas per raccogliere idee, a cui hanno risposto 11 territori dalla Lombardia e dal Verbano-Cusio-Ossola e alla fine sono state selezionate due proposte, presentate dalla Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese e dalle Comunità Montane delle Valli Trompia e Sabbia.

Ogni progetto è formato da diverse azioni, anche strutturali, e l’agricoltura riveste un ruolo importante.

Fondazione Cariplo ha affiancato e accompagnato i soggetti coinvolti in questi quattro anni per sviluppare i progetti e realizzarli, sostenendoli con un contributo di 10 milioni di euro. «Si tratta di un programma intersettoriale ambizioso, che ha potuto contare sulle esperienze acquisite sul campo dalla Fondazione, tramite alcuni progetti particolarmente significativi per il territorio, dai Distretti culturali a Welfare in azione, e che ha visto il coinvolgimento di tutte le nostre quattro aree di intervento: ambiente, arte e cultura, ricerca scientifica e servizi alla persona», ha sottolineato la responsabile del programma.

Oltrepò (bio)diverso

L’Oltrepò vanta una grande ricchezza naturale e una forte vocazione agricola, infatti il progetto che riguarda quest’area si chiama Oltrepò (bio)diverso, puntando tutto sulla biodiversità.

«Ad esempio, questo è un territorio ricco di specie di farfalle, rinomato addirittura all’estero, oltre che essere noto per la produzione di vino – ha raccontato Jachia – Così l’elemento agricolo diventa un fattore di tutela e valorizzazione ambientale. Con l’azione denominata “Vino 2.0” (Vigneti e Natura in Oltrepò) abbiamo investito su una viticoltura meno intensiva e più sostenibile, mettendo in rete 25 aziende che hanno sperimentato nuove pratiche agricole orientate alla salvaguardia dell’habitat naturale per uccelli e farfalle. E rendendo anche il paesaggio più bello e attrattivo, favorendo così il turismo e l’attività agrituristica. Senza dimenticare l’importanza della viticoltura per il contrasto al dissesto idrogeologico, ponendo attenzione anche alla sicurezza dell’uomo oltre che alla tutela della natura e del paesaggio grazie a una rivisitazione dei sistemi colturali. Un’altra sperimentazione interessante ha riguardato la coltivazione della quinoa nelle aree montane dell’Oltrepò, poiché l’effetto dei cambiamenti climatici impatta sulle possibilità di utilizzo agricolo dei territori».

Valli Resilienti

Il progetto “Valli Resilienti” ha l’obiettivo di aumentare l’attrattività dell’area montana delle valli bresciane Trompia e Sabbia come luogo per vivere e lavorare, ma anche come spazio in grado di offrire un’accoglienza improntata alle risorse della comunità locale e alla valorizzazione degli elementi culturali, ambientali e sociali del territorio. Anche in questo progetto l’agricoltura è protagonista, come ha ricordato Elena Jachia:

«In Val Trompia, ad esempio, con la Rebecco Farm è stato realizzato un Centro per lo sviluppo della cultura rurale del territorio, recuperando l’antico complesso rurale di Rebecco, nella frazione Lavone del comune di Pezzazze. All’interno di questo borgo, ristrutturato magistralmente preservando elementi architettonici del tipico borgo rurale lombardo, alcuni giovani agricoltori della zona hanno dato vita a una rete di imprese. Qui ci sono un agriturismo e una sala polifunzionale, per ospitare eventi culturali, corsi e vendita di prodotti del territorio».

Infatti, attraverso il Farmers market, gli agricoltori possono vendere i loro prodotti, sia in loco che sul digitale.

Questi progetti ormai hanno preso vita e camminano da soli, anche se Fondazione Cariplo continua a seguirli. Ma è ora di lanciarsi in nuove iniziative, come ha annunciato la direttrice dell’Area Ambiente:

«Il 21 aprile scade la Call for ideas per il bando “ECO: Economia di Comunità”, che vuole promuovere progetti di rilancio occupazionale in chiave green e sostenibile con una forte valenza comunitaria».

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