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crisi in lombardia

Currò: multinazionali in fuga occorre un intervento

Almeno 15 multinazionali vorrebbero chiudere le proprie sedi regionali.

Currò: multinazionali in fuga occorre un intervento
Glocal news 04 Marzo 2021 ore 11:00

Sembrerebbero essere almeno 15 le multinazionali pronte a diminuire la propria partecipazione all’interno del comparto produttivo lombardo. Aziende attive in diversi settori: da quello della chimica alla moda, dal mondo bancario a quello della farmaceutica. Ad annunciarlo in una nota l’Onorevole Giovanni Currò, vicepresidente della Commissione finanze della camera, che avverte “a pagarne le conseguenze saranno tante lavoratrici e lavoratori lombardi”.

Il commento dell’Onorevole Currò

L’Onorevole, dopo aver preso contatti con le parti sociali delle diverse aziende si è così espresso

“Non è possibile che queste decisioni vengano comunicate con il minimo preavviso, bisogna smetterla con le chiusure improvvise e spesso non accompagnate nemmeno da una reale motivazione. Per poter aiutare i lavoratori in difficoltà, abbiamo bisogno di tempo per trovare una soluzione. Personalmente ho preso da tempo contatto con le parti sociali e con diverse realtà aziendali coinvolte, le quali, purtroppo, non sembrano intenzionate a tornare sui propri passi. Occorrerebbe che altre imprese, operanti in Italia, siano disposte ad acquisire gli stabilimenti produttivi, assicurando continuità occupazionale ai lavoratori. Sarebbe opportuno anche valutare l’opportunità di offrire formazioni specifiche per i lavoratori se dovesse essere necessario”.

Necessario un intervento concreto

“La cosa più preoccupante è che tutto ciò stia accadendo il Lombardia, dove la qualità del lavoro e l’attrattività occupazionale è migliore di tanti altri paesi in Europa. La situazione rappresenta, a mio avviso, l’indice di ciò che potrebbe accadere, su più ampia scala, una volta terminato il blocco dei licenziamenti, che al momento scade il prossimo 31 marzo. Il governo deve farsi trovare pronto per assicurare una prospettiva di medio e lungo termine per i lavoratori”

Ha concluso Currò.

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