La prima in Brianza

Dal Mediterraneo a Codogno e Lodi per Medici senza frontiere: la vita di Gennaro diventa un film

La ‘febbre’ che lo pervade è una sorta di reazione sana a un vaccino contro la peggiore delle epidemie, che è la disumanità.

Dal Mediterraneo a Codogno e Lodi per Medici senza frontiere: la vita di Gennaro diventa un film
07 Ottobre 2020 ore 17:08

Cosa spinge un ragazzo di 19 anni nato e cresciuto a Taranto, figlio di artigiani, con la disoccupazione come orizzonte probabile, a lasciare tutto e dedicarsi anima e corpo ad aiutare gli ultimi della terra?

Dal Mediterraneo a Codogno e Lodi per Medici senza frontiere

La risposta è forte e chiara nei 51 minuti del film documentario “La febbre di Gennaro”, che i registi Daniele Cini e Claudia Pampinella dedicano a Gennaro Giudetti, volontario internazionale in zone ad alto rischio che oggi di anni ne ha 29 ed è appena tornato dallo Yemen dopo avere prestato servizio in lockdown negli ospedali di Codogno e Lodi per Medici Senza Frontiere.

Domenica 11 ottobre 2020 alle 18 il film verrà proiettato in Brianza (la “prima” in Lombardia), al cinema del Bloom di Mezzago e successivamente, durante un aperitivo, il protagonista verrà intervistato da Daniele Biella (giornalista, scrittore e coordinatore del progetto Con altri occhi della cooperativa sociale Aeris di Vimercate) assieme a Francesca Mineo, socia di ResQ/People Saving People (futura nave di salvataggio a bandiera italiana).

Il film sarà anche proiettato, sempre alla presenza di Giudetti, lunedì 12 ottobre alle 21.30 al Cinemino di Milano, mercoledì 14 ottobre alle 21.00 all’Astrolabio di Villasanta e giovedì 15 ottobre alle 21.15 al Cinema Roma di Seregno.

La vita di Gennaro diventa un film

Ecco com’è nato il progetto.

La Febbre di Gennaro nasce da una scommessa ‘civile’: quella di credere, come produttori, che attraverso questo documentario, saremmo riusciti, magari in una misura anche piccola, a cambiare il punto di vista di quei giovani che, di fronte alle sofferenze degli altri, alle guerre e alle ingiustizie percepite come lontane, risponde con un’alzata di spalle.

Appena dopo aver conosciuto Gennaro Giudetti, e aver ascoltato il resoconto di una serie impressionante – data la sua giovane età – di esperienze in campo umanitario, abbiamo ritenuto ‘necessario’ raccontare la sua storia: ascoltare le speranze, i dubbi e le motivazioni, che spingono un ragazzo, nel pieno dei suoi vent’anni, a scegliere di partire come volontario nelle zone più drammatiche del pianeta.

Lo scopo non era quello di restituire un’immagine agiografica, come fosse un eroe o una figura fuori dal comune, ma disegnare il ritratto di una persona comune, con le sue difficoltà e le sue contraddizioni. La ‘febbre’ che lo pervade è figlia di una buona malattia. È una sorta di reazione sana a un vaccino contro la peggiore delle epidemie, che è la disumanità.

L’ESPERIENZA DI GENNARO A CODOGNO E LODI:

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