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Decreto Liquidità, dubbi e domande: risponde l’onorevole Giovanni Curro’

A redazione.lombardia@netweek.it: ci faremo portavoce di queste richieste e le inoltreremo.

Decreto Liquidità, dubbi e domande: risponde l’onorevole Giovanni Curro’
22 Aprile 2020 ore 17:09

Il Decreto Liquidità rappresenta una partita importante per tutti: dal Governo alle imprese, dai lavoratori alle famiglie. Il provvedimento non è ancora stato pubblicato, molti aspetti sono ancora da chiarire. I settimanali del Gruppo Netweek hanno deciso di creare un collegamento, un ponte tra lettori e Governo, tra cittadini e parlamentari, per chiarire – a chi lo desidera – queste tematiche.

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Poni il tuo quesito all’onorevole Currò

Chi desidera sottoporre una domanda, sollevare un dubbio, presentare una proposta può inviare il suo pensiero a:

redazione.lombardia@netweek.it

Noi ci faremo portavoce di queste richieste e le inoltreremo all’onorevole Giovanni Curro’.

Invitiamo tutti a porre domande brevi e nel merito del provvedimento. Per una volta lasciamo perdere commenti politici. Non è questo lo spirito di questa iniziativa. Aspetti che affronteremo in un altro momento.

Le vostre domande e tutte le risposte

QUESITO 1

Vorrei sapere se mutuo ipotecario di 3 mln azienda con fatturato 12 mln e 90 dipendenti può ottenere garanzia dello stato e quale percentuale
(Daniele)

Buongiorno Daniele,

Nel Decreto Liquidità sono previste diverse fasce di copertura pubblica del prestito, in base a dimensioni e valore di fatturato dell’impresa richiedente. Nel Vostro caso, essendo un’impresa con meno di 5mila dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi, la copertura è pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto, garantita da SACE, ed è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia.

Con i miei migliori saluti

Giovanni Currò

QUESITO 2

Gentile Onorevole, con il decreto liquidità si è pensato, tramite un prestito, di concedere liquidità ad una azienda. Oltre agli aspetti legati all’erogazione del finanziamento (in pratica sarà la banca a decidere se erogarlo o meno per gli importi sopra i 25k). Mi chiedo: quando si inizieranno a pagare le rate del finanziamento, ci si aspetta che il fatturato aumenti rispetto al periodo pre-Covid? Perché, alle spese di gestione ordinaria (mutui, bollette, tasse, dipendenti ecc) andrà aggiunto l’importo del prestito. Il finanziamento dovrebbe servire a coprire le perdite che si sono generate e si genereranno in futuro (perché è palese che i fatturati diminuiranno anziché crescere). Penso che invece sarebbe stato corretto intervenire con finanziamenti a fondo perduto e con il blocco di utenze e tasse. Un cordiale Saluto
(Abramo)

Buongiorno Abramo,

L’anticipazione va commutata all’esigenza della singola azienda.

Nello specifico non tanto di tipo reddituale, ma a seconda della composizione dei costi o di eventuali investimenti da pianificare per una riconversione, adattandosi alla nuova realtà.

In merito al fondo perduto, va sottolineato che la platea beneficiaria ne sarebbe stata drasticamente ridotta e sarebbe stata una misura inefficace nel quantum.

Con i miei migliori saluti

Giovanni Currò

QUESITO 3

Buonasera Onorevole, Lei parla di utilizzo dei finanziamenti per riconvertire ed adeguarsi alla nuova realtà. Ci sono alcune realtà (la maggior parte direi) che non possono essere riconvertite. Ho 47 anni, lavoro da 27 anni nel mondo del turismo, sono il titolare di 2 strutture alberghiere e nel nostro comparto non ci si può riconvertire; bar, ristoranti, alberghi, campeggi, agriturismi non possono fare altro che quello che stanno facendo. Il nostro futuro sarà, anzi, quello della diminuzione dei fatturati in quanto dovremo adeguare gli spazi alle distanze necessarie per evitare contagi. Se durante una situazione di crisi mondiale, l’unica risposta che viene data è “un prestito di 6 anni”… mi permetta: è un po’ poco… Penso che lo Stato debba farsi carico della gravità della situazione ed aiutare, seriamente, le aziende, tutte, che versano in situazione disastrosa assumendosi in toto il rischio. Ad oggi, dopo circa 70 giorni di chiusura (noi siamo di Lodi), non abbiamo ricevuto alcunché e nulla è in previsione se non €.600. Non è possibile, anche questa volta, far gravare tutto sulle spalle degli imprenditori, il rischio, quello vero, è di non averne più… Cordialmente
(Abramo)

Buongiorno Abramo,

Il dl cura italia e il dl liquidità sono solo i primi decreti di supporto della fase di emergenza, grazie allo svincolo di bilancio autorizzato dall’Ue di 25 miliardi.

Sono in arrivo altri 2 decreti di natura economia di supporto dove, ovviamente, necessitiamo di ulteriori svincoli a seguito della contrattazione europea, specialmente per il settore turistico che, come giustamente dice Lei è di difficile riconversione.

In merito alla durata dei finanziamenti del dl liquidità le faccio notare che fa parte del quadro europeo autorizzato dalla commissione per gli aiuti di stato.

La durata però è possibile estenderla grazie alla rinegoziazione al 90% garantita, come illustro nel video.

Altre durate sarebbero state autorizzate solo a tassi superiori al 3%, cosa che noi non abbiamo potuto accettare per carenza di fondi a disposizione per la copertura della garanzia (anch’essi autorizzato in forma esigua dall’Europa).

Le assicuro che come ha detto il Premier Conte, si sta facendo il massimo per aiutare il più possibile le nostre imprese. Altre formule di sostegno sentite da altri sono false e non ottenibili in Europa.

Con i miei migliori saluti

Giovanni Currò

QUESITO 4

Buongiorno Sig. Currò sono una cittadina di Monza e ho un centro estetico a Monza leggendo oggi le notizie ho visto che vogliono fare aprire le attività di estetiste e parrucchieri a fine maggio..io le dico che se veramente prendete questo provvedimento ci mettete in serie difficoltà io è dal 12 marzo che sono chiusa e due mesi e mezzo senza lavorare sta diventando molto difficoltoso.. con le dovute precauzioni ci dovete permettere di riprendere il lavoro ne abbiamo bisogno x vivere anche perché le spese arrivano lo stesso assicurazioni bollette rate macchinari ecc.. questo prolungano oltretutto sta facendo aumentare l’abusivismo non protetto oltretutto come invece potremmo fare noi in negozio.. spero che teniate conto delle nostre necessità e prese in considerazione.. grazie x l’attenzione cordiali saluti
Marotta Lorena

Buongiorno,

sono pienamente consapevole delle problematiche che estetisti, parrucchieri e barbieri stanno affrontando.

Le rispondo dicendo che se fino a pochi giorni fa si ipotizzava come data possibile il 25 maggio, nelle scorse ore gli analisti più ottimisti hanno indicato come possibile la riapertura nella prima decade di maggio. Confartigianato ha stilato una serie di proposte da presentare al Governo, e non escludo che a breve possa esserci un incontro tra le parti.

Ovviamente, prima di tutto è necessario mettere in sicurezza sanitaria il territorio e i cittadini. Ecco perché, anche qualora si decida un iniziale riavvio di alcune attività, queste dovranno dotarsi di necessarie misure di sicurezza per impedire il propagarsi del virus: distanziamento minimo, svolgimento delle attività esclusivamente su appuntamento, presenza di un solo cliente, permanenza del cliente per il tempo strettamente necessario ecc.

Sono certo che grazie a queste accortezze, sarà possibile una riapertura in un futuro prossimo.

Infine in merito alla questione di episodi di abusivismo, nel ringraziarla per la segnalazione, le assicuro che, per quanto di mia competenza, attiverò tutti i canali istituzionali esistenti per rafforzare i controlli da parte delle autorità competenti.

Con i miei migliori saluti

Giovanni Currò

 

 

 

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