Emergenza Coronavirus

Fase 2, vice presidente Sala: “Maggiore condivisione ci sarà e meglio supereremo questa pandemia”

"La Lombardia fa parte della cabina di regia e svolge un ruolo proattivo".

Fase 2, vice presidente Sala: “Maggiore condivisione ci sarà e meglio supereremo questa pandemia”
21 Aprile 2020 ore 15:32

È un appello alla collaborazione e all’unità quello che arriva dal vice presidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala. L’emergenza sanitaria non è ancora stata superata, ma adesso occorre affrontare la Fase 2, la ripartenza: “Maggiore condivisione ci sarà e meglio supereremo questa pandemia che ha travolto tutti”, sostiene l’esponente del Pirellone.

Intervista al vice presidente Sala

Regione Lombardia vuole tornare alla fase della nuova normalità attraverso le quattro D: Digitalizzazione, Distanza, Diagnosi e Dispositivi. Lei ha aggiunto una quinta D: Diritti, cioè diritto alla sicurezza, al lavoro, alla mobilità e allo studio.

Ma quando inizierà questa normalità?

“Stiamo valutando, insieme al Governo, di aprire gradualmente qualche attività prima del 3 maggio, ma non abbiamo ancora certezze – spiega Sala – Sul tavolo c’è l’ipotesi di far ripartire l’edilizia, anche perché i cantieri delle grandi opere non stanno creando problemi; dare il via alla filiera del legno arredo, dell’automotive e una parte della manifattura. Ovviamente con tutte le garanzie e i protocolli di sicurezza per i lavoratori. Ma queste scelte dovranno essere prese con il Governo, cui compete la decisione di porre fine al lockdown per le attività produttive”.

Venerdì scorso, insieme al presidente Attilio Fontana, ha coordinato gli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo, coinvolgendo oltre cento persone. Cosa avete deciso?

“Stiamo studiando come ripartire. Insieme alle università, agli esperti, alle parti sociali e alle imprese, ad esempio, mettendo a punto i protocolli di sicurezza, le nuove regole del distanziamento con particolare riferimento per il trasporto pubblico. È poi emersa l’importanza di continuare a contenere l’emergenza sanitaria ma pure di capire le ragioni delle aziende, dalle attività commerciali a quelle produttive. Ci sono alcuni settori industriali – come quello del legno arredo, del design e del Made in Italy – che rischiano di essere messi fuori mercato dai competitor stranieri che stanno lavorando”.

Queste esigenze sono state illustrate durante l’incontro di sabato scorso con il Governo?

“Si. La Lombardia fa parte della cabina di regia e svolge un ruolo proattivo in vista della Fase 2. Abbiamo detto al Governo che se non moriamo di Covid-19 non possiamo poi morire di fame per la mancanza di lavoro. È un atteggiamento condiviso, ma prima di ripartire servono maggiori sicurezze”.

Quali decisioni sono state prese?

“Dal punto di vista operativo ancora nessuna: l’incontro è stato aggiornato a martedì. Il tema è molto complesso e la ripartenza deve essere condivisa a livello nazionale. Il Governo – in questa fase di lockdown – ha autorizzato la produzione delle aziende essenziali e in queste imprese strategiche il tasso di contagio non è aumentato. Il Lombardia lavora il 40% delle imprese senza che queste abbiano creato problemi. È un segnale positivo”.

Il vice presidente Sala ha parlato anche della ripresa, dei timori per il futuro dell’economia, dei test sierologici al San Matteo di Pavia e dell’app allertaLOM. L’intervista integrale si può leggere sui settimanali lombardi del Gruppo Netweek.

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