Colore "incriminato"

Giovane commessa del supermarket: "Licenziata per i miei capelli ciliegia"

La sua denuncia sui social: "Non rispettavo i canonici estetici dell'azienda".

Giovane commessa del supermarket: "Licenziata per i miei capelli ciliegia"
Glocal news 15 Luglio 2021 ore 14:25

Ha iniziato a lavorare il 24 maggio 2021 e il 3 luglio scorso è stata lasciata a casa, secondo la giovane il motivo è da ricondurre al deciso colore dei suoi capelli.

Licenziata per i capelli "troppo rossi", la denuncia social di una giovane

Come racconta Prima La Riviera, una commessa di 22 anni, Greta Viola, di Ranzo, in provincia di Imperia, afferma di essere stata licenziata da un supermercato, prima del termine del periodo di prova, per la tinta dei suoi capelli: rosso ciliegia.

"Al momento del colloquio di lavoro avevo i capelli della mia tinta naturale, color castano e non c'è stato nessun problema - afferma Greta -. I problemi sono iniziati, quando ho tinto i capelli. Il mio ruolo nel supermercato avrebbe dovuto essere il servizio drive: servire gli gli utenti che effettuano la spesa online e la ritirano in auto".

Dopo qualche giorno alle casse e qualche altro al drive, Greta viene spostata allo "scatolame".

"Il servizio è attivo dalle 6 alle 9.30 del mattino, quando il supermercato è ancora chiuso - aggiunge -. Dopo qualche giorno ho cominciato a ritenere che ci fossero dei problemi con la mia persona, mi sono chiesta: 'Forse ho sbagliato qualcosa'. Alla fine mi hanno fatto capire che il problema era il colore dei miei capelli, ma non c'era scritto da nessuna parte il divieto di tingersi i capelli di un determinato colore: né nel contratto e neppure nel regolamento del supermercato".

Greta
Greta e i suoi capelli rossi

Non confermata dopo il periodo di prova

Attenendosi sempre a quanto raccontato da Greta, la direzione le avrebbe consigliato di scurirsi i capelli e lei avrebbe obbedito, facendoli diventare mogano, un colore meno appariscente del "ciliegia".

"Torno così alla postazione drive e mi avevano pure garantito che non sarei stata licenziata. Tra l'altro, assieme ad altre ragazze vengo pure promossa capo reparto".

Cosa succede allora?

"Il 3 luglio vengo di nuovo convocata dalla direzione. Mi dicono che il mio periodo di prova sarebbe finito lì. Io chiedo, il perché e loro rispondono, che nel fare la spesa per un cliente, che aveva ordinato online, avevo inserito una confezione di prosciutto, che dopo qualche giorno è diventato nero in frigorifero, forse era andato a male. Ma quel prosciutto, però, non era scaduto, non era colpa mia. Alla fine qualcuno mi ha fatto capire che non seguivo i canoni estetici dell'azienda".