115.800 piante

Il video della piantagione di marijuana (non legale) più grande d’Italia

Due ventenni hanno dato vita a una società agricola per la coltivazione di cannabis light... ma la "maria" non era affatto leggera.

Il video della piantagione di marijuana (non legale) più grande d’Italia
Glocal news 29 Ottobre 2020 ore 11:18

Sequestrata un’enorme piantagione di marijuana non legale nel Lodigiano: ben 115.800 piante. Si tratta della più grande coltivazione mai scoperta in Italia: volevano spacciarla per cannabis light legale, ma non lo era…

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La piantagione di marijuana più grande d’Italia

Da Prima Lodi

Alcune pattuglie di finanzieri del Gruppo di Lodi impiegate in attività di contrasto ai traffici illeciti e di controllo economico del territorio, insospettiti da un forte odore caratteristico della canapa indiana, hanno fatto irruzione in fondo agricolo sito nel Comune di Borghetto Lodigiano (LO).

Il quadro che si è presentato ai militari è stato sorprendente, una piantagione in larga scala di marijuana dove all’interno operavano sei persone di nazionalità extra-UE intente nella coltivazione e raccolta delle infiorescenze.

Non era “canapa light”

I successivi accertamenti hanno permesso di constatare che ventenni cittadini di nazionalità italiana, F.M. (classe 1996) e D. G. (classe 1999), hanno dato vita ad una società agricola dedita alla produzione della cosiddetta “canapa light”, attività di per sé lecita se le sementi utilizzate sono caratterizzate da un quantitativo minimo di principio attivo denominato THC il cui valore non può superare lo 0.6 % in rapporto al peso, così come stabilito dalla Legge n. 242 del 2016.

L’esito degli esami di laboratorio disposti dalla Procura della Repubblica di Lodi ha, invece, rivelato un valore che ha raggiunto anche il 14% di THC di gran lunga superiore a quello consentito.

Ben 115.800 piante

Inoltre, i titolari dell’azienda agricola non sono stati in grado di esibire la documentazione contabile, la cui tenuta è obbligatoria per legge, attestante gli acquisti e la specifica natura della semente utilizzata nella coltivazione che avrebbe permesso di ricostruire l’intera filiera agroindustriale.

I finanzieri hanno quindi proceduto al sequestro dell’intera piantagione composta da 115.800 piante di marijuana per un peso complessivo di 10 tonnellate che, qualora fosse stata posta in commercio avrebbe procurato un profitto di diversi milioni di euro.

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