Da Cremona

Per Confindustria, un Governo “tutto chiacchiere e distintivo”

"A noi imprese vengono date le responsabilità ma poi quando chiediamo di essere ascoltati il citofono non risponde".

Per Confindustria, un Governo “tutto chiacchiere e distintivo”
07 Ottobre 2020 ore 09:34

Troppi annunci e poca intenzione di averci a che fare davvero, con gli industriali. Carlo Bonomi, leader di Confindustria, conferma la propria distanza dal Governo (era già così sin dal Conte I, stesso copione con il Conte bis).

Ieri, martedì 6 ottobre 2020, da Cremona, durante l’assemblea degli industriali, un nuovo duro attacco all’Esecutivo e “sponda” a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, entrambi presenti, secondo il principio – chiarito dal cremasco Bonomi, che “giocava in casa” – “il Governo deve avere la responsabilità di ascoltare le opposizioni”.

Da Confindustria nuove critiche al Governo

In sintesi, riguardo agli aiuti europei, Bonomi ha ribadito che se si decide di intraprendere iniziative che ci porteranno ad indebitare il Paese per i prossimi venti anni, allora ci vuole una condivisione da parte di tutti.

“Abbiamo lanciato un piano ‘Italia veloce’, ma 130 opere sono bloccate – ha lamentato Bonomi – Ci sono 200 miliardi, 130 sono stanziati. Nessuno ci dice come coprire gli altri 70. Siamo agli annunci”.

“Non è possibile che in un paese normale ci debba essere un commissario, una deroga, dei poteri speciali perché tutto il resto non funziona – ha poi aggiunto il presidente – A noi imprese vengono date le responsabilità ma poi quando chiediamo di essere ascoltati il citofono non risponde”.

“Per fine ottobre presenteremo una proposta sulle pensioni – ha quindi continuato -L’anno prossimo scadrà quota 100, sto sentendo parlare di quota 101, vogliamo fare altri debiti sulle spalle dei giovani? Non è pensabile che a dicembre vai in pensione a 62 anni e a gennaio a 67 anni. Quello che noi chiediamo è il metodo”.

“Non ho criticato in estate per criticare, ma per dire cosa serve – ha concluso Bonomi – Non si può dire che il Paese parte dalla imprese e poi nessuno ci ascolta, non è questo il metodo. Noi ci siamo messi a disposizione”.

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