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Ragazza sequestrata in pieno giorno dal fidanzato proprio sotto le telecamere

Poi l'ha costretta a camminare nuda nel bosco. Un altro aguzzino ha invece sfruttato un complice travestito da postino per infilarsi in casa della ex.

Glocal news 05 Aprile 2021 ore 00:01

Due vicende di cronaca che non vorremmo mai più rivedere e che testimoniano quanta strada ci sia ancora da fare non soltanto sotto il fronte della tutela delle donne vittime di violenza, ma anche a livello educativo, in merito alla percezione di possesso che alcuni uomini ancora rivendicano nei confronti delle partner. Il copione è sempre il medesimo: ex fidanzati che non si rassegnano alla nuova vita delle donne con le quali hanno condiviso una relazione e arrivano ad atti estremi di inaudita violenza fisica e psicologia. Nel Bresciano una ragazza è stata sequestrata dall’ex e obbligata a camminare nuda nei boschi, mentre nel Veronese una altro giovane si è introdotto in casa dell’ex compagna e l’ha picchiata per più di un’ora.

Sequestrata e costretta a camminare nuda nei boschi

Da Prima Brescia

La comunità di Pompiano è ancora sotto sotto shock per quanto accaduto lo scorso mercoledì, quando una donna è stata rapita dal compagno violento in centro paese. Se non fosse stato per le sue urla nessuno avrebbe chiamato i carabinieri di Orzinuovi e Verolanuova, che sono intervenuti sul posto e hanno messo in atto tutte le loro forze per salvarle la vita.

I due volevano iniziare una vita insieme, ma tutto è cambiato qualche mese fa, quando il 25enne ha iniziato a mostrare segni di squilibrio: gelosia e iper controllo nei confronti della ragazza. Atteggiamenti che sono sfociati nella violenza fino all’atto finale, settimana scorsa, quando lei ha annunciato di non voler più stare con lui. Il giovane infatti ha rapito la ragazza, trascinandola con la forza su un furgone, per poi portarla nei boschi limitrofi. Lì l’ha minacciata di morte, l’ha costretta a spogliarsi nuda e a chiedergli perdono. Se non fosse stato per l’intervento dei militari, che con un escamotage hanno attirato il ragazzo in una caserma della zona, avrebbe potuto finire malissimo.

Ora il 25enne si trova in carcere, lei, dopo aver ricevuto le cure ospedaliere, si trova in una comunità protetta. Il procuratore ha autorizzato la diffusione del video del rapimento.

L’ex si introduce in casa sua e la picchia per oltre un’ora

Da Prima Verona

Era stata costretta a cambiare ripetutamente il proprio domicilio per sottrarsi ai maltrattamenti e alle continue vessazioni messe in atto dal precedente fidanzato. Da ultimo, era riuscita a trovare rifugio a casa di una coppia di amici, nel veronese. Ma il tentativo di fuggire da quell’uomo che, nell’ultimo anno, le aveva più volte usato violenza, è stato vano.

Dopo aver scoperto il nuovo domicilio della giovane, il ragazzo, con l’aiuto di un complice travestito da postino, è riuscito a farsi aprire la porta di casa. La donna, appena si è resa conto che si trattava di una trappola congegnata dall’ex compagno, ha cercato, invano, di nascondersi in una delle stanze, all’interno del letto contenitore.

Di lì a poco, mentre il complice la tratteneva con la forza, la vittima è stata raggiunta dal suo aggressore che, dopo aver chiuso a chiave la porta della camera per impedirne la fuga, ha infierito su di lei per circa un’ora, prima di fuggire insieme al complice, con i cellulari della donna in mano.

“Si tratta dell’ultima testimonianza di violenza di genere raccolta dalla Polizia di Stato, da anni in prima linea per osteggiare questo crimine odioso che affonda le proprie radici nella discriminazione, che è frutto di retaggi culturali completamente superati, di stereotipi e pregiudizi. A più di un anno dall’entrata in vigore del ‘Codice Rosso’ – normativa specifica che, oltre ad aver introdotto nuove fattispecie delittuose, ha perfezionato i meccanismi già esistenti di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere – ancora è lunga la strada da percorrere”.

“L’innovazione giuridica deve essere necessariamente affiancata da una rivoluzione culturale: non basta applicare la legge, ma è necessario assicurare alla donna l’accoglienza, le informazioni e il sostegno necessari a sfuggire dalla condizione di soggezione emotiva e di isolamento psicologico che sta vivendo. Questo è l’obiettivo che la Polizia di Sato si prefigge proponendo, ormai da 5 anni, la propria campagna di sensibilizzazione ‘Questo non è amore’; in tal modo, oltre ad intervenire a reato consumato per favorire l’emersione delle situazioni di violenza, si tenta di agire preventivamente, attraverso un’incisiva e capillare opera di supporto e sensibilizzazione”.

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