Lombardia

Rizzoli: “Scuola, dal Governo solo caos”

Per l'assessore regionale all'Istruzione i temi sicurezza e organizzazione dei plessi sono al centro.

Rizzoli: “Scuola, dal Governo solo caos”
14 Settembre 2020 ore 14:17

“Sulla scuola il Governo ha agito in ritardo. Le cattedre? Assunto uno su cinque: mancano i numeri reali”.

L’assessore regionale all’Istruzione Melania Rizzoli saluta con favore la ripresa delle lezioni dopo la lunga assenza degli studenti causata dal Covid. Ma non risparmia invettive contro il Governo centrale per come ha gestito il rientro tra i banchi di queste ore.

Le critiche dell’assessore Rizzoli sul ritorno a scuola

Una su tutte, quella di essersi sottratto al confronto con le Regioni, che in materia scolastica possono solo esercitare poteri in formazione ed edilizia, quindi, in generale, di essersi mosso in ritardo. Adesso, però, ad alimentare le sue preoccupazioni non è tanto il fronte sicurezza degli studenti, già avvezzi alle buone prassi, quanto il fabbisogno delle cattedre: stima infatti che, a fronte di circa 20mila assunzioni, quelle andate in porto ammontino a un quinto, mentre l’unico dato certo, al momento, riguarda i 56 docenti che hanno risposto all’appello.

Tra tante peripezie la scuola è finalmente ripartita. Che impressione ha avuto?

“Sono e resto una persona positiva, perciò sono felice che si torni a scuola. I nostri ragazzi, da un giorno con l’altro, si sono ritrovati privati di un’esperienza fondamentale che la didattica a distanza ha potuto solo parzialmente surrogare. Le Regioni, poi, non hanno competenze sulla scuola in generale ma solo sulla formazione professionale e l’edilizia scolastica. Insomma, i nostri gridi di allarme dei mesi scorsi al Governo si sono verificati tutti veri purtroppo”.

Perchè, incontrando la ministra Azzolina, ha denunciato gravi ritardi nel dare risposta alle famiglie da parte del governo?

“Non voglio dire che governare la scuola in questo frangente fosse un compito facile. Ma da parte dell’Amministrazione centrale si è deciso, sbagliando, di operare in maniera del tutto autoreferenziale, evitando il confronto con le Regioni, ritardando continuamente le scelte da prendere e innescando un meccanismo di continua confusione. L’errore più grave è il ritardo, bisognava agire prima”

E’in grado di dirci quante saranno le cattedre coperte in Lombardia?

“Questo è il tema più grave. Personalmente, non ho mai avuto la possibilità di confrontarmi con numeri veri. Dal Governo solo confusione. Senza dimenticare i ritardi per il reperimento del nuovo e comunque insufficiente organico. Altra invenzione del Ministro Azzolina: la chiamata veloce. Uno strumento innovativo che però ha avuto scarsi risultati: la montagna ha partorito il topolino e alla fine nella nostra Regione hanno risposto all’appello solo 56 docenti. I numeri che siamo riusciti a carpire ci dicono che su circa 20mila assunzioni previste per la nostra Regione quelle effettivamente realizzate ammontano a circa 4mila”

Dal punto di vista delle risorse, invece, sono sufficienti le risorse messe sul piatto dall’esecutivo per la scuola?

“Il problema non sono le risorse ma quello che si fa con queste risorse. Le scuole fatiscenti, la mancanza di infrastrutture tecnologiche adeguate e gli arredi malmessi non sono certo frutto del Coronavirus. C’è una atavica e cronica incapacità dell’Amministrazione centrale nel gestire i soldi pubblici”

Crede che bambini, corpo docenti e personale in generale riprenderanno in sicurezza?

“Su questo sono fiduciosa: la stragrande maggioranza dei nostri cittadini osserva i corretti comportamenti. Il Ministero, tuttavia, il 26 agosto scorso avrebbe provveduto ad organizzare una distribuzione di gel e mascherine a tutte le scuole italiane. Tutte tranne le nostre scuole di formazione professionale. Ci siamo attivati subito per chiedere lumi”

Cosa fare nel caso in cui si verifichi una seconda ondata Covid?

“Nessuno può sapere cosa accadrà veramente nei prossimi mesi. Ma la domanda è: perché il Miur non ha dato indicazioni rispetto ad una seconda ondata?”

Sono stati sciolti i nodi sulla didattica digitale?

“Purtroppo, no. Se pensiamo che in Lombardia ben il 18% degli studenti ha dichiarato di non avere un supporto adeguato cosa sarà accaduto nel resto del Paese? Anche in questo caso nessuna risposta”

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