Turismo ai tempi del covid

Sertori: “La Valtellina punta sul turismo di prossimità”

Ci aspetta un'estate senza turismo straniero, ma la vera forza arriverà dal territorio.

Sertori: “La Valtellina punta sul turismo di prossimità”
05 Maggio 2020 ore 10:49

La Valtellina deve scommettere sul turismo di prossimità. Ne è convinto l’assessore regionale a Enti locali, Montagna e Piccoli comuni, Massimo Sertori, 51 anni, di Ponte in Valtellina.

“Quest’anno per le attività ricettive e turistiche sarà un anno difficile, perché non potranno contare sugli stranieri. – esordisce l’esponente della Lega – Ci sarà però un incremento del turismo di prossimità e per il nostro territorio è un’occasione da non perdere. La provincia di Sondrio è quella meno colpita dal Covid-19: fortunatamente abbiamo avuto meno contagi e meno decessi rispetto agli altri territori lombardi. Poi – soprattutto a Milano, in Brianza e nel Comasco – siamo particolarmente apprezzati per le nostre piste da sci, il termalismo, la possibilità di fare Mtb, i sentieri per passeggiare in tutta tranquillità, i percorsi per gli amanti della bici… Abbiano località note in tutto il mondo come Livigno, Bormio e Madesimo, Aprica, Valmalenco, ma anche tanti borghi da riscoprire, location suggestive ricche di storia e cultura. Senza dimenticare un’offerta gastronomica di primissimo livello: vino, bresaola, formaggi, mele, miele…”.

La Valtellina è pronta? All’inizio della pandemia molti sindaci avevano stigmatizzato la presenza
dei turisti che qui hanno una seconda casa

“Se sapremo fare un lavoro di squadra sono convinto che diventeremo una destinazione importante. Dobbiamo garantire sicurezza, anche sotto l’aspetto sanitario, raccontare un turismo di qualità, non caotico e subliminale. L’iniziale preoccupazione dei sindaci nei confronti dei proprietari delle secondo case è stato un momento limitato – e comprensibile – all’inizio della pandemia. Personalmente sono favorevole alla riapertura delle seconde case, quando ci saranno le condizioni, sono convinto e spero che si potrà fare nel mese di giugno”.

Il turismo in Valtellina diventa fondamentale, anche perché le prospettive per l’economia in generale
sono tutt’altro che positive

“Ci aspettano almeno due anni difficilissimi. La ripartenza della manifattura sta avvenendo dopo due lunghi mesi di lockdown e inoltre mancano ancora regole certe sulle procedure e i protocolli di sicurezza. Il Governo deve dare indicazioni chiare, precise e permettere a tutti coloro che sono in grado di garantire la sicurezza di riaprire le attività. er poi procedere a controlli campione e far pagare caro a chi non rispetta le norme, anche attraverso la chiusura dell’attività. Il tema delicato resta quello dei trasporti, anche se l’apertura della scuola è stata rinviata a settembre; possiamo ovviare – laddove possibile – incentivando lo smart working e forme di mobilità leggera”.

Tutte cose che si potrebbero fare meglio se la politica fosse unità, coesa, forte, autorevole…
Invece distinguo e polemiche hanno il sopravvento

“Sono d’accordo. Il governatore Attilio Fontana nelle sue decisioni ha coinvolto, tra gli altri, i sindaci delle città capoluogo di provincia e il presidente di ANCI Lombardia, ma in cambio il Pd ha alimentato una polemica pretestuosa sulle Rsa e sulla gestione sanitaria della pandemia. A volte ho l’impressione che il Partito Democratico dimentichi che la Lombardia è stata, suo malgrado, investita da una pandemia, prima Regione d’Europa e che l’emergenza sia stata gestita in modo inedito senza avere nessun riferimento di esperienze mondiali, se non informazioni parziali provenienti dalla Cina.

Molti provvedimenti lombardi sono poi stati mutuati da nazioni come Germania, Francia, Spagna e potremmo andare avanti anche oltre oceano. Dire che si poteva fare diversamente a posteriori è facile. Più difficile era prendere decisioni tempestive quando c’erano le ambulanze in coda ai Pronto Soccorso, con a bordo persone che non riuscivano a respirare e con le Terapie intensive sotto stress ”.

Qualche errore c’è stato però…

“Sarebbe presuntuoso pensare di aver fatto tutto giusto. Ma questo non giustifica la campagna denigratoria contro la Lombardia, le denunce strumentali del Pd, le inchieste della magistratura… C’è molta strumentalità”.

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