Fase 2

Sorte: “Investire sulle infrastrutture per la ripartenza”

L'onorevole ed ex assessore ai trasporti Alessandro Sorte ha espresso il suo disappunto sul lavoro svolto dal governo nella gestione della ripartenza.

Sorte: “Investire sulle infrastrutture per la ripartenza”
04 Maggio 2020 ore 15:06

“Se non investiamo in infrastrutture adesso, utilizzando i finanziamenti europei per la ricostruzione, siamo dei matti. In Lombardia, ad esempio, c’è da fare la Treviglio-Bergamo e da completare la Pedemontana”.

E’ “ripartenza” la parola d’ordine dell’onorevole Alessandro Sorte, 35 anni, bergamasco, ex assessore regionale ai Trasporti, eletto alla Camera nel marzo 2018 e oggi deputato di «Cambiamo!», il movimento fondato dal governatore ligure Giovanni Toti.

Il 4 maggio è iniziata la fase 2 dopo un lungo lockdown…

“La verità è che il prezzo di queste chiusure illogiche lo pagheranno ancora gli italiani. Nessuno l’ha detto ma è così: il resto è demagogia. Avremo enormi problemi per la ripartenza, con questa road-map pachidermica. La verità è che il 40 percento delle attività rischia di non riaprire più. Uno scenario insostenibile. Chiediamo disciplina nel rispetto delle misure di sicurezza, ma occorre permettere a tutte le attività escluse dall’attuale decreto di riaprire il giorno 18”.

Lei era contrario al lockdown totale. Tornando indietro, confermerebbe la sua posizione?

“Non ho mai fatto mistero di non aver condiviso quella scelta all’epoca non condivido ora i criteri per la ripartenza. Non si è messo in campo un piano per fasce d’età, ad esempio. E non si è tenuto conto delle differenze territoriali. La Bassa bergamasca non è stata colpita come la Val Seriana. Le province di Varese e Como non sono state colpite quanto Bergamo. E il Sud Italia non quanto la Lombardia. Sappiamo bene, inoltre, che i soggetti più fragili sono quelli più in là con gli anni. Israele ha adottato un modello per età, e credo sia stata una scelta saggia”.

Ma una ripartenza su base anagrafica avrebbe fatto infuriare molti…

“Questa crisi ci insegna che la politica è stata debole, tutta. Invece di indicare una strada, ha preferito decidere controllando prima le reazioni su Facebook…”.

E qual è la strada, secondo lei?

“Adesso è il momento di giocare in attacco. Se non investiamo in infrastrutture e in opere pubbliche, siamo matti. Stanno arrivando, arriveranno ancora, molti fondi pubblici, circa 70 miliardi. L’Europa ha allentato i vincoli di bilancio sul nostro Paese. Bisogna spendere soldi
per sostenere l’economia e aiutare quelle aziende che ancora possono investire. Ma per farlo serve ad esempio una revisione del Codice degli appalti. Un esempio? Il ponte Morandi a Genova. In condizioni normali, l’avremmo realizzato in cinque anni. Siamo riusciti a tirarlo su in uno e mezzo”.

Come giudica finora l’operato del governo in materia economica sull’emergenza? E dell’Europa?

“Bene la Cassa integrazione in deroga, bene l’acquisto di titoli da parte di Bce. Bene anche i Recovery fund europei… anche se, come si dice: ‘Vedere tappeto, dare cammello’. Vedremo, se saranno davvero soldi a fondo perduto o se resteranno sulla carta. Noto poiche su questi temi la Germania si è ammorbidita, e la capisco: Merkel sa bene che se se l’Italia va a fondo, anche un bel pezzo dell’economia tedesca ci seguirà. In generale, però, non basta nemmeno questo. Su quei fondi europei dobbiamo scommettere, dobbiamo investirli. Non possiamo andare avanti a sussidi, perché prima o poi quelli finiscono. Ripeto, dobbiamo giocare in attacco. A livello locale penso alla Pedemontana da completare, mancheranno un paio di miliardi. E all’autostrada Treviglio-Bergamo, per cui potrebbero bastare 350 milioni. Anche perché per il Trasporto pubblico locale saranno anni difficili…”

Non condivide la necessità di maggiori investimenti per il Tpl?

“Guardiamo in faccia la realtà. Oggi c’è davvero poco da potenziare… Tutti gli studi ci stanno dicendo che sempre meno persone prenderanno i mezzi pubblici, con le restrizioni necessarie imposte dal distanziamento sociale per prevenire il contagio. A Milano il sindaco Sala ci dice che dalla metro potrà passare il 25 percento del traffico attuale. E ogni giorno in Lombardia si muovono sui treni 750mila pendolari: cosa succederebbe se solo il 20 percento di questi dal 4 maggio decidesse di muoversi su strada con mezzi privati? Diciamolo: lo smart-working non farà la differenza, su questi numeri. Da qui la mia proposta, ad esempio, di ridurre le tariffe su Brebemi e Teem, con un contributo pubblico o con una revisione della concessione. Ciò peraltro non significa dimenticare la mobilità green e a basso impatto ambientale. Bike sharing, car sharing… sono tutte soluzioni da implementare e sostenere”.

Parliamo di politica: Salvini è dato in netto calo nei sondaggi in queste settimane.
Cosa succederà nel panorama politico italiano di qui a qualche mese?

“La mia scommessa è che nella prossima stagione ci sarà un larghissimo consenso attorno ai presidenti di Regione, e penso a Zaia e a Toti, ma anche ad altri non del mio schieramento politico, che andranno al voto quest’anno (tra loro ci sono Emiliano in Puglia e De Luca in Campania, entrambi del Pd ndr). L’emergenza Covid-19 ha istituzionalizzato la politica: sarà premiata la concretezza degli amministratori, a scapito dei politici”.

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