L'intervista

Test sierologico? Venturi: “Individuare gli immuni è possibile”

Venturi: "Questo test è importante, ma non è la panacea a tutti i mali. Non parliamo di patente di immunità!".

Test sierologico? Venturi: “Individuare gli immuni è possibile”
26 Aprile 2020 ore 13:57

Sono partiti i test sierologici nelle province lombarde più colpite. Nei primi due giorni, giovedì e venerdì  scorsi, sono stati fatti 7.528 test sierologici per il Coronavirus nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi.

Eccellenza all’Irccs San Matteo di Pavia

Gli esiti delle analisi eseguite sono stati trasmessi all’Irccs San Matteo di Pavia per le valutazioni degli esperti che saranno comunicate nei prossimi giorni. Si tratta di un prelievo di sangue venoso che serve per verificare se un organismo ha sviluppato gli anticorpi e se questi sono neutralizzanti per il virus. La “call” a questi esami viene coordinata dalle ATS (Agenzia per la tutela della Salute) in collaborazione con le ASST di riferimento.

E ciò avverrà in base alle proprie informazioni epidemiologiche oppure su segnalazione dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. I test riguarderanno prima i cittadini in quarantena fiduciaria; soggetti sintomatici con quadri simil influenzali, senza sintomi da almeno 14/21 giorni; i contatti di casi asintomatici o con sintomi lievi, identificati dalle ATS a seguito dell’indagine epidemiologica già prevista, ma senza il tampone nasofaringeo per ricerca SARS-CoV-2, anch’essi ancora in quarantena fiduciaria.

Alessandro Venturi

Test sierologico unico al mondo

Questo è un test sierologico unico al mondo. Un’eccezionale scoperta “Made in Italy” che ha ottenuto da pochi giorni la certificazione CE ed è in attesa di conseguire la certificazione più rigorosa in ambito internazionale, la Emergency Use Authorization (UEA) dell’U.S. FDA. È frutto della straordinaria collaborazione tra i ricercatori di DiaSorin e il Laboratorio di Virologia dell’IRCCS San Matteo di Pavia, diretto dal professor Fausto Baldanti, che si è avvalso di un team di oltre trenta ricercatori; e rappresenta un grande successo della ricerca pubblica italiana. Il kit DiaSorin ha una capacità diagnostica di 170 campioni di pazienti all’ora perché può essere processato nelle macchine presenti in quasi tutti i laboratori degli ospedali italiani ed esteri. Ma di cosa si tratta in particolare? È una “patente di immunità” che permetterà a tutti di affrontare tranquillamente la ripresa, la cosiddetta Fase 2? Per capirne di più Netweek ha fatto tappa a Pavia

L’intervista a Venturi

“Questo test sierologico è importante, è un successo di cui dobbiamo essere orgogliosi, ma non è la panacea a tutti i mali: parlare di patente di immunità significa semplificare – ci ha spiegato il professor Alessandro Venturi, presidente del Policlinico San Matteo – Tutti sappiamo che il vero scopo del virus è quello di replicarsi per mantenere la sua specie. Noi abbiamo sviluppato un test sierologico immunologico automatizzato (prelievo del sangue) per cercare nuove strade diagnostiche nella fase di convalescenza e guarigione. La strategia è stata quella di individuare chi risulterà immune all’infezione, cioè chi possiede gli anticorpi neutralizzanti, e costruire un frammento di proteina virale – che è il bersaglio degli anticorpi neutralizzanti (esca) – poi inserita in un test sierologico automatizzato. DiaSorin ha costruito l’esca e ha generato un kit automatizzato, il cui prototipo è stato testato nel nostro laboratorio con campioni di sangue di pazienti Covid-19 ricoverati al San Matteo, avendo trattato quasi 2 mila casi e ricoverato 1.200 persone, tra cui il famoso paziente 1″.

Il vostro test ha un’attendibilità del 95% ma come e quando verrà utilizzato?

“L’unico messaggio serio che possiamo dare è che il test è importante per programmare al meglio la fase 2, ma la ripartenza va governata con gli strumenti di protezione che le istituzioni ripetono dall’inizio: mascherine, distanza di sicurezza, disinfezioni delle mani… Il Covid-19 è un virus nuovo, che medici, virologi, epidemiologici studiano solo da due mesi”.

Il professor Venturi ha risposto anche a molte altre domande, l’intervista integrale si può leggere sui settimanali cartacei del gruppo Netweek da domani, lunedì.

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