Che bontà!

Le origini della pizza, un fenomeno globale

A rivoluzionarla fu l’introduzione del pomodoro, quindi nel 1889 ci fu la nascita ufficiale della Margherita con il pizzaiolo Raffaele Esposito

Le origini della pizza, un fenomeno globale
15 Gennaio 2021 ore 22:23

Quali sono le origini della pizza? Un po’ di farina, acqua, lievito, pomodoro e mozzarella. Pochi ingredienti che miscelati insieme sono entrati nella storia e nei pensieri di miliardi di persone nel mondo. E a proposito di storia, da dove parte questa incredibile avventura che risponde al nome di pizza?

Le origini della pizza

Non è facile stabilire un inizio certo e nemmeno un’evoluzione univoca per questo piatto incredibile. Tuttavia una delle versioni più accreditate farebbe risalire il termine «pizza» al latino volgare di Gaeta del 997. Molto tempo dopo, nel XVI secolo, a Napoli si usò questo nome per indicare una sorta di pane schiacciato. La pizza moderna così come la conosciamo ora arrivò dopo il XVII secolo: prima era coperta con una salsa bianca, poi si iniziarono ad utilizzare l’olio d’oliva, il formaggio e i pomodori. Il suo utilizzo si diffuse a partire da metà del Settecento nel Regno di Napoli, sia fra i nobili che tra i più poveri. Il successo fu ampio, tant’è che nel 1843 anche il celebre scrittore francese Alexandre Dumas (autore de Il Conte di Montecristo e de I tre moschettieri ma anche appassionato gastronomo) ne descrisse la diversità dei condimenti.

La pizza Margherita

Si giunse così alla conquista dei sovrani di Casa Savoia: nel 1889 il pizzaiolo Raffaele Esposito dedicò una speciale pizza alla Regina Margherita di Savoia. Era la pizza Margherita, rappresentante il nuovo per l’epoca vessillo tricolore: il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro e il verde del basilico. In realtà tale pizza era già stata preparata in precedenza, ma soltanto con Esposito fu coniato il nome che ancora la contraddistingue. Ancora più antica della Margherita è la pizza Marinara: pomodoro, origano, aglio, olio extravergine d’oliva e basilico. Non contiene pesce, ma si chiama in questo modo perché era solitamente consumata dai pescatori di rientro dalla loro giornata di lavoro nella Baia di Napoli.

Un capolavoro nel mondo

Negli anni seguenti la pizza e le pizzerie vissero una vera e propria esplosione in ambito napoletano, per poi iniziare, più lentamente, la diffusione in tutto il resto della nostra penisola. Dopo la seconda Guerra Mondiale iniziò invece ad affermarsi come autentico fenomeno mondiale, su larga scala. L’emigrazione ha reso celebre ovunque questo piatto semplice, diventata un simbolo di qualità del nostro paese esportato in ogni dove. Oggi i maggiori consumatori di pizza nel mondo sono gli americani, con 13 chili a testa ogni anno. In Europa sono gli italiani a guidare il ranking con 7,6 kg annui, seguiti a distanza dagli spagnoli (4,3 kg) e da francesi e tedeschi (4,2 kg per ciascun popolo). Giù dal podio dei consumi i britannici (4 kg), quindi troviamo i belgi (3,8 kg) e i portoghesi (3,6 kg).

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