l'iran odora di sangue e paura

Un iraniano-camuno. “La gente ha fame: lo stipendio non arriva a coprire la prima settimana del mese. Il Regime ha ingannato la popolazione”

Un iraniano-camuno. “La gente ha fame: lo stipendio non arriva a coprire la prima settimana del mese. Il Regime ha ingannato la popolazione”

Quando ho conosciuto Nader mi sono spesso sentito ripetere: noi non siamo arabi, noi siano persiani. La nostra lingua non è imparentata con quella di Maometto. È indoeuropea. Come il latino, il greco, il sanscrito, l’antico tedesco. Lo studente di architettura frequentava spesso la Valcamonica e casa mia perché avevamo amici camuni. Ha sposato infatti una camuna, sua compagna di studi. È diventato tanto camuno da laurearsi con una tesi sulla Valcamonica.
Per mantenersi agli studi ha fatto vari lavori. Ha cominciato appena laureato a commerciare macchinari industriali con il suo paese. L’interesse per l’ltalia era vivo in famiglia. Lo dimostra il fatto che il fratello di Nader ha studiato e si è laureato in medicina, nel Bel Paese, prima del fratello minore.
1. Puoi dirci brevemente quando e perché sei arrivato in Italia?
Sono arrivato nel 1983 a causa dell’oppressione che c’era in quel periodo e della mancanza di opportunità di studio. Mi sono laureato in Italia e ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia moglie all’università.
2. Vivi in Italia e hai sposato una ragazza Camuna, ma hai mantenuto profondi legami con il tuo paese. Ci puoi dire in che modo?
Avendo genitori e fratelli in Iran, ho sempre mantenuto un rapporto stretto con loro.
3. Come giudichi la situazione attuale in Iran?
In questi lunghi anni, attraverso le lotte interne al Paese, il popolo è riuscito lentamente a ottenere alcune libertà, seppur molto limitate.
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