Alice ha l’entusiasmo e il sorriso di chi ha realizzato un sogno, quello di stringere tra le mani la fiamma olimpica. Anche lei, come gli altri camuni, ha partecipato alla 41^ tappa, con arrivo a Brescia. Alice Giammanco ha origini palermitane “ma Darfo mi ha adottato ormai un po’ di anni fa”.
Alice, raccontaci la tua storia: “Diciamo che è una storia abbastanza semplice. Faccio un passo indietro, ho avuto mia figlia a dicembre 2019 poi è arrivato il Covid, purtroppo ne io ne mio marito siamo di qui, quindi è stato un periodo abbastanza particolare della nostra vita.
A fine anno sono rientrata al lavoro, ho deciso di abbracciare una nuova esperienza professionale, ma purtroppo questa nuova esperienza professionale ahimè non ha incontrato quelle che erano le mie speranze… sono stata vittima di mobbing ed è stato un periodo molto difficile, intenso e complicato, anche perchè nella mia vita professionale sono sempre stata riconosciuta come una professionista di un certo tipo. Poi ho trovato un altro impiego, ma mi sono portata dietro questo fardello di insicurezza, di tristezza e difficoltà, per cui nel 2023 ho cominciato ad avere crisi d’ansia e a non stare bene”.
Poi un incontro ti ha svoltato la vita: “Sì, alla fine dell’anno ho visto dopo tanto tempo una mia carissima amica, Daniela, che è malata oncologica e ad un anno dall’intervento di mastectomia, si era iscritta alla Maratona di New York, che avrebbe corso di lì a poco. Ho pensato: ce la posso fare anche io! Devo farlo anche io, devo fare un’impresa…
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Alice: “Ero vittima di mobbing e sono rinata con la corsa. Essere tedoforo era portare la luce”