giornata della memoria

A Vezza d’Oglio posate le pietre d’inciampo in memoria di Giuseppe Ferrari, Martino Ventura e Martino Attilio Zampatti

A Vezza d’Oglio posate le pietre d’inciampo in memoria di Giuseppe Ferrari, Martino Ventura e Martino Attilio Zampatti

Preceduta dalla serata del 18 scorso per la presentazione dell’iniziativa, si è svolta nella mattinata di lunedì 19 gennaio la cerimonia della posa di tre ‘pietre d’inciampo’ sul territorio comunale in memoria di altrettanti cittadini vezzesi che persero la vita nei campi di concentramento durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale.
Dopo gli interventi delle autorità e delle associazioni, gli studenti della scuola secondaria di primo grado del paese hanno presentato alla cittadinanza le biografie dei tre internati – Ferrari Giuseppe, Ventura Martino e Zampatti Martino Attilio – accuratamente ricostruite in base ai documenti con la guida dei loro docenti e del ricercatore Daniele Orsatti. Successivamente, in corteo, tutti si sono recati davanti alle abitazioni dei tre cittadini vezzesi dove le tre pietre d’inciampo sono state messe a dimora, a rendere loro una memoria personale e concreta e per testimoniare in perpetuo il loro sacrificio.
Le ’Pietre d’inciampo’ sono un progetto nato nel 1993 cui l’Amministrazione comunale di Vezza d’Oglio ha aderito volentieri – come ha già fatto una vasta rete di città e di paesi – per reagire ad ogni forma di oblio e di negazionismo e per ricordare tutte le vittime del Nazional-Socialismo, persone perseguitate per motivi di religione, di razza, di idee politiche, di orientamento sessuale.
Si tratta di blocchetti di pietra ricoperti con una lamina di ottone che reca incise le generalità del deportato, il luogo e la data di deportazione e, se è nota, anche la data di morte; ogni blocchetto viene incorporato nel selciato stradale delle città e/o dei paesi davanti alle ultime abitazioni delle vittime di cui fare memoria: “Si tratta di un inciampo più visivo e mentale che fisico – ha sottolineato il sindaco Paolo Guerino Gregorini – perché costringe i passanti a interrogarsi su quella diversità ed a ricordare quanto accaduto in quel luogo e in quella data, intrecciando così il passato e il presente, il ricordo e l’attualità. Anche la data che abbiamo scelto è particolarmente significativa perché è vicina alla giornata del 27 gennaio, riconosciuta a livello internazionale, in seguito ad una risoluzione dell’ONU, come ‘Giorno della Memoria’ delle vittime della Shoah”.
Nell’occasione di questa importante ricorrenza e per sottolineare la bella iniziativa dell’Amministrazione pubblichiamo integralmente le biografie dei tre martire vezzesi così come le hanno ricostruite gli studenti della scuola secondaria di primo grado di Vezza d’Oglio coordinati dal ricercatore Orsatti e dalle loro docenti.
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