Il nostro viaggio tra gli artigiani camuni questa volta fa tappa nell’Atelier delle Arti e dei Mestieri a Breno, dove ad accoglierci c’è Patrizia Tigossi con l’entusiasmo di chi ha una passione immensa per quel che fa.
Per raccontare la sua storia e l’amore per l’arte dobbiamo scavare nel passato, ritrovandola bambina.
“Sono camuna e figlia di emigrati, mio padre è musicista e andò in Svizzera a suonare nelle orchestre, mia madre lo raggiunse e io sono nata nella Svizzera francese nel 1961. Quando avevo sei anni, mia mamma è tornata in Italia, a Lecco, e io sono stata messa in collegio a Bergamo; il mio amore per l’arte è nato proprio qui, dove stavo per mesi e mesi senza vedere la mia famiglia, chiusa nella mia solitudine. Mi rincuoravo e mi riscattavo con i miei lavori pittorici perché venivano appesi nei corridoi del collegio… siccome c’erano anche dinamiche di bullismo e io ero incapace di farmi valere, i miei disegni hanno fatto proprio quello che avevo bisogno che facessero per me”.
Poi sei diventata grande ma quella passione per l’arte continuava a bussare al tuo cuore: “Ero a Lecco con mia madre quando ho dovuto scegliere le scuole superiori, ma lì non c’era il liceo artistico e lei non voleva che andassi a scuola fino a Bergamo e da sindacalista un po’ di sinistra, non condivideva questa mia voglia di intraprendere la strada dell’arte quindi mi ha suggerito di fare geometra dicendomi che… avrei disegnato lo stesso”, sorride.
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