il taglio del nastro

Pisogne, inaugurati i lavori della casa di riposo. Il presidente Panigada: “Investimento di 12 milioni, ora è più sicura e accogliente, siamo orgogliosi ma non è finita qui”

Pisogne, inaugurati i lavori della casa di riposo. Il presidente Panigada: “Investimento di 12 milioni, ora è più sicura e accogliente, siamo orgogliosi ma non è finita qui”

Nella mattinata di sabato 13 marzo la Fondazione Santa Maria della Neve ETS di Pisogne ha inaugurato i lavori di riqualificazione della Casa di Riposo iniziati a marzo del 2024 e conclusi a novembre del 2025. Ne abbiamo parlato con il presidente Oscar Panigada: “In totale l’investimento è di 12 milioni di euro, fondi che sono arrivati dal Decreto Rilancio, quello che ha introdotto il SuperBonus 110% che sono stati sfruttati per l’efficientamento energetico, per il miglioramento antisismico, ma anche per gli impianti fotovoltaici e la rimozione delle barriere architettoniche, quindi tutte le possibilità che c’erano di recuperare denaro su quella provvidenza, cioè il SuperBonus, le abbiamo ottenute e abbiamo rifatto la copertura con la sistemazione dei solai, l’isolamento a cappotto dove possibile, perché nella parte storica dell’ex convento agostiniano non siamo potuti intervenire, l’installazione degli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo, la sostituzione degli ascensori esistenti e il posizionamento di uno nuovo, la sostituzione dei generatori esistenti con delle caldaie più moderne ed efficienti. Le opere sono state realizzate principalmente grazie all’associazione temporanea d’impresa costituita da A2A Calore e Servizi e Deldossi srl, un’impresa edile di Brescia, il legale rappresentante Massimo Deldossi è vice presidente dell’associazione nazionale di categoria; la parte progettuale di direzione dei lavori è stata invece affidata allo studio tecnico dell’ingegnere Monopoli di Pisogne. Li ho ringraziati non solo per aver eseguito i lavori nel cronoprogramma stabilito, che anzi hanno chiuso con un mese d’anticipo, ma perché il cantiere è sempre stato in ordine, non ci sono stati infortuni sul lavoro e questi soggetti hanno aiutato la Fondazione pagando opere che non rientravano il 110% e che mentre facevano i lavori è risultato necessario eseguire, la cabina elettrica, le facciate storiche, il giardino, la trasformazione di alcuni locali in camere nuove”.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO DI ARABERARA VALCAMONICA IN EDICOLA DAL 19 GIUGNO