FENOMENO

Nuovi volti per Vannacci: l’insegnante che vuole rivoluzionare il mondo della scuola

Il partito del generale, Futuro Nazionale, sta attirando molti outsider nel mondo della politica

Nuovi volti per Vannacci: l’insegnante che vuole rivoluzionare il mondo della scuola

E’ il personaggio del momento. Ormai sono passati tre anni da quando è uscito il suo libro “Il mondo al contrario“, e il generale di strada ne ha fatta: ha lasciato prima l’esercito, poi è entrato nella Lega, è diventato europarlamentare, infine qualche mese fa ha fondato un proprio partito. Ora anche i sondaggi sembrano confermare la tendenza: Roberto Vannacci supera Matteo Salvini e si candida a giocare un ruolo determinante nelle prossime tornate elettorali.

Il fenomeno Vannacci per molti versi ricalca quanto accaduto una decina d’anni fa, nel momento di maggior successo del Movimento 5 Stelle: col nuovo che avanza, allo stesso modo oggi cambiano anche i paradigmi della rappresentatività. Futuro Nazionale sta, infatti, catalizzando l’interesse di molti outsider, che per la prima volta si affacciano con convinzione al mondo della politica. E viste le percentuali dell’affluenza alle urne degli ultimi anni, non può essere che un dato positivo, sul fronte della partecipazione.

Tra i supporter del generale di tutte le età, anche giovani come Elisa Mangano, insegnante di sostegno da qualche tempo diventata anche attivista di Futuro nazionale. La 33enne milanese non si accontenta di dare il proprio contributo nella formazione del partito in Lombardia, ma culla un sogno ambizioso: quello di cambiare radicalmente il mondo della scuola.

L’insegnante che vuole rivoluzionare il mondo della scuola

“Se avrò modo di elargire il mio contributo per il programma scolastico di Futuro Nazionale, ne sarò felice ed onorata.
La scuola odierna va modificata alla radice, poiché é ormai un sistema marcio e prigioniero dell’ideologia di sinistra. Una volta, ai tempi dei Romani e dei Greci, era sede di un apprendimento autentico col fine della formazione dell’essere umano nella sua globalità. Deve tornare ad essere un laboratorio di vita, nel quale prevalgono doti, talenti e senza timore di affrontare problemi gravi come classi con maggioranze straniere (immigrazione incontrollata) o l’educazione sessuale/affettiva dell’ideologia gender”.

Idee, insomma, molto chiare, quelle della docente meneghina (con radici messinesi), formatasi in Bicocca e che presto a una laurea in Scienze dell’educazione ne aggiungerà un’altra in Scienze pedagogiche.

“Ho iniziato il mio percorso come educatrice, poi ho voluto entrare nel mondo della scuola come docente – ha raccontato – Nessuno ti insegna il mestiere: sono stata catapultata in classe, il primo giorno un collega mi ha persino preso per una studentessa… Ma mi sono fatta le ossa da sola in fretta, imparando in particolare come rapportarmi con gli alunni con disabilità. L’insegnamento, per me, é una missione: non bastano doti comunicative per poter svolgere questa mansione. L’amore per il sapere, trasmetterlo e pensare solo al benessere dei bambini devono prevalere su tutto. Io, in quanto docente di sostegno, amo dare voce a quei bambini/ragazzi con disabilità, supportarli e far emergere i loro talenti. Porre al centro il benessere dei bambini con fine di renderli autonomi e fiduciosi nelle loro immense potenzialità, non é per tutti”.

Ideologia, burocrazia, stranieri, affettività

“In dieci anni nella scuola ho già visto di tutto – ha continuato – E’ permeata di ideologia di sinistra e io da formichina voglio dire di no. Sono cresciuta in una famiglia di Destra e sono orgogliosamente emarginata dalla gran parte dei miei colleghi, ma penso che la scuola debba tornare al centro, come la famiglia, anche attraverso la disciplina”.

L’insegnante secondo Mangano ha abdicato alla propria funzione per vestire troppo spesso i panni del burocrate.

“Merito, virtù, disciplina: fare l’insegnante non è per tutti, è una missione – ha spiegato – Invece oggi il docente non fa più il formatore, ma è sommerso da registri, assenze, relazioni scritte, riunioni inutili. Deve invece esercitare l’amore per il sapere, e deve farlo anche attraverso le punizioni: corro il rischio di passare per cattiva, ma se uno non ha studiato, non lo posso promuovere! Una conseguenza deve esserci: i no formano. La scuola deve essere selettiva, non un parcheggio. Quando il Generale Vannacci esplicita: “la scuola deve tornare ad essere dura e selettiva”, ha pienamente ragione. Sono assolutamente favorevole alle bocciature, ai voti negativi se manca lo studio e alle punizioni (ovviamente non corporali o verbali). Perché devo promuovere un alunno che non si é mai impegnato? Perché mettere sullo stesso livello alunni con impegno e coloro che non studiano? Non sono a favore del buonismo finto. Prediligo il merito, l’eccellenza e l’impegno profondo.”.

“Ho adorato tutti i miei bambini, i quali sono vittime di questo sistema, e non c’entrano con questo contesto distorto. Bisogna osservare la realtà senza nascondersi. Gli insegnanti, oggi, hanno parecchie difficoltà nel conciliare il programma e l’immigrazione incontrollata; infatti li invito ad ammettere questo disagio collettivo, altrimenti l’Istituzione stessa perderà la sua credibilità – ha continuato Mangano – Tocco alcuni punti concreti. I bambini egiziani, soprattutto, arrivano quasi tutti ad ottobre, rallentando in maniera incredibile il programma didattico, obbligando i bambini italiani a rimanere indietro. Tra poco saranno questi ultimi una minoranza, ospiti a casa loro! Non é normale vedere tre mediatori linguistici in una riunione e solo gli insegnanti italiani. Questa si chiama “invasione”! Futuro nazionale rispetta tutte le culture, ma il rispetto dev’essere reciproco. Faccio persino fatica a ottenere da alcune mamme che si tolgano il bavaglio dal viso: non capiscono nemmeno che se non sono sicura di chi ho davanti non posso consegnargli il loro figlio all’uscita da scuola per una ragione di sicurezza”.

“Quanto infine all’affettività e alla sfera sessuale, io credo che a scuola non vada comunicato nulla. Perché la scuola deve addossarsi queste situazioni? La sinistra deve lasciare in pace i bambini e le Istituzioni! Queste tematiche delicate, private e con le tappe giuste vanno affrontate in famiglia e con un medico specializzato. La famiglia ha il dovere di tornare ad essere il centro educativo per il bambino, il suo punto di riferimento e di orientamento. Non é normale parlare di queste sfere intime ai bambini e in una sede didattica. Il bambino, una volta diventato adulto, ha tutto il diritto di amare chi voglia, senza una propaganda depravata e sbagliatissima. I bambini devono “fare” i bambini! Adesso basta”.

“Da docente sono tanto fiera di quei ragazzi del liceo di Cesena, coraggiosi e orgogliosamente italiani. Fiera di loro e dalla loro parte! Hanno mostrato coraggio davanti a questo sistema marcio, che predilige culture e realtà lontane dalla nostra amata Patria, calpestando la nostra Italia, la nostra storia millenaria, la nostra bandiera, la nostra lingua, la croce e le nostre tradizioni. Che questi “colleghi” vadano in Africa, a questo punto, e che l’amore per il nostro amato Paese possa ripartire soprattutto dai banchi di scuola. Futuro Nazionale é presente!”.