«All’inizio dell’anno abbiamo iniziato a fare un doppio lavoro che abbiamo ribattezzato “Laboratorio Lombardia 2028”: da una parte una presenza e una costruzione di relazioni anche attraverso le figure istituzionali che abbiamo sul territorio, e questo vale in tutta la regione, provincia per provincia, e dall’altra parte stiamo incominciando a elaborare i documenti programmatici che ci serviranno da portare alla coalizione per indicare i punti più importanti del futuro».
Emilio Del Bono sarà il candidato alla presidenza della regione Lombardia nella primavera del 2018 per il “campo largo”, insomma del centrosinistra più i 5 Stelle.
Ma per ora tu sei il candidato futuro del Partito Democratico…
«In questo momento il Partito Democratico a livello regionale ha chiesto a me di fare questo doppio lavoro. Uno: presenza sul territorio. Due: scrittura dei documenti di indirizzo per l’alternativa in Lombardia 2028».
Come candidato presidente…
«Il PD avrebbe indicato un orientamento in tal senso».
Insomma, il Pd propone te come futuro candidato ma dovete ancora fare un accordo con la coalizione. Sei sicuro di spuntarla?
«Intanto c’è un tavolo della minoranza già istituito al quale partecipano da Azione ai 5 Stelle quindi campo largo, nel senso che c’è la parte centrista fino alla componente dei Cinque Stelle. Questo tavolo della minoranza si riunisce già e io sono un… osservato speciale, cioè partecipo al tavolo».
Candidato in pectore
Cosa vuol dire? Che, visto che partecipi a tutte le riunioni della minoranza, sei il candidato in pectore?
«Per non fare l’errore che è stato fatto in passato… Quando lavorammo sull’ipotesi Cottarelli per un lunghissimo periodo di tempo, arrivammo a ridosso delle elezioni, Cottarelli si sfilò perché erano dopo le elezioni politiche, lui si era candidato, non aveva più voglia di candidarsi e qui arrivammo in maniera molto affannosa a 15-20 giorni prima della chiusura delle liste a dover indicare un candidato presidente. Io ero sindaco in quel momento, ricevetti la telefonata di Enrico Letta, che era segretario, il quale disse ‘ma tu ti candideresti?’ e io ho detto ‘guarda che a me però risulta che fino a ieri mi avete detto che candidavate Cottarelli’, quindi fu fatta la scelta di Maiorino che si rese disponibile molto generosamente.
Questa volta la questione è diversa, siamo partiti per tempo, abbiamo fatto un congresso regionale con questa indicazione e con questa indicazione di un percorso fatto intorno a una figura che in qualche maniera facesse da collante per costruire un’alternativa e penso che ci stiamo arrivando con due obiettivi chiari. Uno, tenendo insieme la coalizione larga, cosa che non è mai successa in passato, perché noi siamo arrivati alle ultime elezioni con il terzo polo che è andato da solo. E la volta precedente con Giorgio Gori, con i 5 Stelle che andarono da soli e presero il 13,7%. E l’area centrista ha preso il 10, il terzo polo. Questa volta da Azione, Italia Viva, eccetera, fino ad arrivare ai 5 Stelle, siccome la legge elettorale ce lo impone, turno secco, noi andremo tutti insieme. È una novità approfittando anche della situazione politicamente instabile del centro-destra».
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO DI ARABERARA VALCAMONICA IN EDICOLA DAL 10 LUGLIO