Marco Mariolini. Un nome e cognome che dice poco o nulla probabilmente a quasi tutti i lettori e non lettori. Marco Mariolini un nome e cognome che racchiude una storia che sembra uscita da un film americano di quelli dove l’orrore si mischia alla realtà e tutto è troppo romanzato per essere vero. Ma qui di romanzano non c’è nulla. È purtroppo tutta realtà. E quando ci siamo imbattuti in questa storia e abbiamo cominciato a scavare, ci siamo fatti male al cuore, alle unghie delle parole che cercavano di resistere ad emozioni che non dovrebbero centrare nulla con il mestiere di chi racconta i fatti, ma non sempre è così.
Questa è una storia talmente tragica da non sembrare vera ed è talmente vera che fa diventare ancora tutto più tragico.
Era luglio come ora. Era estate come ora. E faceva molto caldo. Come ora. Era il 1998. Ma partiamo dall’inizio.
Marco Mariolini non arriva da un sobborgo di New York o da un appartamento al quindicesimo piano di Tokyo e non si nutriva di play station e di giochi che magari condizionato la testa. Macché. Marco Mariolini nasce a Pisogne il 13 aprile 1959, figlio di un tranquillo autista di autobus e di una mamma che passa gran tempo a fare le pulizie.
Da piccolo soffre di una dolorosa gastroenterite e piange spesso, anzi, sempre, fino ai due anni, quando, si racconta, la mamma, esasperata, l’avrebbe fatto penzolare dal balcone e a quel punto si sarebbe calmato. Quando poi la mamma resta di nuovo incinta della sorellina di Marco, viene mandato a casa dei nonni, sempre sul lago d’Iseo, e lì comincia a maturare la sua diversità.
Alla fine delle scuole Medie, mentre sfoglia libri di scienze e guarda le illustrazioni anatomiche di scheletri, comincia a sentire quelle che sono le prime pulsioni sessuali. Ma mentre i suoi coetanei le provano magari guardando giornaletti porno raffiguranti donne formose, lui preferisce gli scheletri.
Le prime uscite con gli amici e l’occhio sempre buttato su ragazzine magre, tra cui Lucia, che è molto magra ma non scheletrica, pesa 46 kg ed è alta 1.66. Escono qualche volta e Marco racconterà poi che appena la vede nuda la prima volta rimane… deluso. Completamente deluso, la definisce una finta magra. Le sue ossa non si vedono, non sporgono, non è ossuta come vuole lui. Racconta che per portare a termine il rapporto sessuale deve chiudere gli occhi.
Ma la frequentazione prosegue sino a quando Marco parte per il servizio militare. A Pisa, nei paracadutisti: “Pensavo di lasciarla e una volta lì avrei trovato altre anoressiche” ha raccontato in una vecchia intervista a Franca Leosini a Storie Maledette.
Ci sono alcune registrazioni di quel tempo dove la voce di Marco Mariolini risuona come colonna sonora di un film dell’orrore: “Le voglio magrissime. Voglio la spina dorsale che esce dalla pancia”.
Intanto Marco viene a sapere che Lucia, in sua assenza, frequenta un’altra persona. Capisce di averla persa ma la rivuole, la vuole sua. Comincia a tempestarla di telefonate e lettere, addirittura racconta di aver pensato di uccidere quell’uomo e di farglielo mangiare. Lucia cede di nuovo al corteggiamento e torna con lui. Comincia una storia tossica, un rapporto malato, dove lei viene maltrattata, presa a schiaffi improvvisamente, insultata ma anche coccolata. Marco passa da atteggiamenti di sadismo a momenti di quasi venerazione verso Lucia, ma vuole e pretende che lei dimagrisca sempre di più. Lucia perde 6 kg. Pesa 40 kg per un 1.65 di altezza.
Marco comincia ad… apprezzare. I due si sposano il 19 aprile del 1980, ma a Marco non bastano i 6 kg persi da Lucia: “Se ne aveva persi 6 così facilmente, poteva perderne altri 3 o 4” racconterà poi. La convince. Se non perde peso scatta la punizione, botte, silenzio punitivo, umiliazioni.
Marco, fuori da questa forma di crudele pazzia, fa l’antiquario, nel cassetto un diploma da perito chimico, ma l’attività di antiquario va a gonfie vele, viaggia spesso per lavoro.
Intanto Lucia resta incinta e inevitabilmente il suo corpo cambia. Per Mariolini la situazione è inaccettabile, racconterà dal carcere che provava repulsione. E che all’inizio aveva pensato di metterla incinta per poi abbandonarla come punizione per non essere magra come voleva lui. Ma poi cambia idea, e dopo il primo figlio, arriva anche il secondo.
Lui, mentre Lucia è incinta, cerca altre donne magre, sostiene di avere bisogno di avere rapporti sessuali con donne scheletriche e di non poterne fare a meno. Lucia prima di rimanere incinta era scesa a 33 kg e quando ne mise su anche solo due, arrivando a 35 kg, a Marco non piaceva più: “Mi ero abituato a 33 kg e lì doveva rimanere”.
Ma chiaramente con la gravidanza non era possibile. Marco conosce altre donne: Urlike pesa 25 kg ed è più alta di Lucia, quando è con lei, parla di Lucia come di una cicciona. Astrid ha 20 anni e pesa 28 kg ma dopo un paio di rapporti la relazione finisce. Poi c’è Roberta, 35 kg ma la relazione finisce subito.
Mentre è in vacanza all’Isola d’Elba conosce Sandra, sposata, da lui definita la donna più magra conosciuta nella sua vita, 23 kg per 1,60, ma non si fa toccare da lui, Marco è sempre più ossessionato, vuole donne magrissime ad ogni costo e quando le conosce fa di tutto per andarci a letto, le pedina, cerca di caprie dove abitano, cerca di prenderle con la forza, se lo rifiutano.
Un giorno, nell’estate del 1992, mentre è in auto a un semaforo, nell’auto vicino a lui vede quello che lui chiamerà un teschio, una donna di nome Bianca, anoressica.
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