La questione frana preoccupa non poco chi siede tra i banchi della minoranza del Comune di Pisogne.
“Ci rendiamo conto che è una brutta gatta da pelare – spiega Luca Romani – e che nessuno avrebbe voluto averci a che fare. Non è un problema facilmente risolvibile però crediamo che questa amministrazione ci abbia messo un po’ di indecisione e ritardo su tutte le scelte prese e dopo 8 mesi di soluzioni definitive non se ne intravedono. Dalla Regione sono stati messi in campo 2 milioni e 250mila euro, di cui 420mila utilizzati per le note esplosioni che sicuramente non hanno migliorato la situazione, anzi l’hanno peggiorata; mentre all’inizio gli interventi d’urgenza sono stati fatti bene, perché hanno ripristinato il sentiero di Mora permettendo il passaggio delle persone in modo più agevole ma poi hanno un po’ deragliato verso decisioni che secondo noi sono sbagliate. Adesso hanno deciso di realizzare una strada a senso unico in partenza da Val di Mora ma questa non sarà una soluzione definitiva ma in realtà rischia di diventarlo perché se poi la galleria non si potrà fare dove c’è stato l’evento franoso, questa sarà l’unica strada che permetterà la salita e la discesa dal versante franoso. Per noi sarebbe stato più logico pensare ad una strada a doppio senso di circolazione magari in partenza da un punto diverso, e non è una cosa impossibile, che permetta di bypassare i problematici tornanti della val di Mora e anche la zona dove si è verificato l’evento franoso, zona che pare molto difficile da mettere in sicurezza”.
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l'intervento
Pisogne, la minoranza e la frana: “Brutta gatta da pelare, ma dopo 8 mesi non ci sono soluzioni definitive. Indecisioni e ritardi…”