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Il Bim presta soldi alla Sit di Ponte di Legno: “Ma non c’è solo l’Alta Valle. Uguale trattamento anche agli altri territori”

Il Bim presta soldi alla Sit di Ponte di Legno: “Ma non c’è solo l’Alta Valle. Uguale trattamento anche agli altri territori”

Il Consiglio di Amministrazione del BIM della Valcamonica ha delibera a fine agosto di elargire un prestito di circa 7 milioni alla SIT, la società degli impianti di Ponte di Legno. Interesse del 3%, restituzione del prestito in otto mesi. Perché? Perché dal Ministero dovrebbe arrivare (ma i tempi qui dipendono dalla burocrazia) un contributo di una decina di milioni, ma la metà sarà erogata solo a fine lavori e nel frattempo la società ha bisogno di fondi per far fronte ai lavori. Quindi, una volta arrivata la Ministero del Turismo (sono fondi già stanziati da 3 anni) quella cifra, la SIT sarà in grado di restituire il prestito. Il tutto per realizzare una nuova cabinovia Valbione-Corno d’Aola-Angelo.
Fin qui la notizia, basata sulla delibera del Cda del Bim. Che, lo ricordiamo, ha lo stesso Presidente della Comunità Montana, Corrado Tomasi.
E’ un caso unico in Lombardia, invidiato da altre Comunità Montane. In pratica il BIM camuno diventa così una cassaforte per la stessa Comunità Montana. E qui le insinuazioni, i sospetti, sono però sempre sottotraccia, come spesso succede nelle valli, e in particolare in Val Camonica. Si sussurra che il Bim sia una cassaforte “piena zeppa”, si butta lì la cifra di 30 milioni depositati in vari Istituti Bancari; quindi, non si contesta la decisione del prestito alla Bit capitanata da Mario Bezzi, ma il fatto che il Presidente della Comunità Montana che è a capo anche del Bim sia sempre dell’Alta Valle.
Curioso che a reagire siano i partiti opposti, il Pd e Fratelli d’Italia. Il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Diego Zarneri non ha fatto mistero delle sue perplessità, rivendicando dei criteri precisi nell’elargizione di contributi e prestiti “anche per gli altri Comuni”.
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