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Edolo, nel ‘Varco dei Bauscia’ e il miraggio di una variante che non arriva mai

Edolo, nel ‘Varco dei Bauscia’ e il miraggio di una variante che non arriva mai
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Variante Est di Edolo. Viaggio nell’ennesimo capitalismo stradale nostrano, una commedia dell’assurdo, un nastro di asfalto e roccia lungo appena 1,8 chilometri che avrebbe dovuto liberare il paese dall’incubo del traffico alpino. Costo iniziale stimato? 142 milioni di euro. Obiettivo dichiarato? Risolvere le storiche code estive e invernali verso il Tonale e l’Aprica, possibilmente in tempo per la vetrina delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Ma i Giochi Olimpici sono ormai archiviati da mesi e della Variante ancora nulla, anche se i faldoni ministeriali sono sempre più voluminosi.
Nel tardo 2025, un’ordinanza ufficiale dell’Anas per lavori di asfaltatura è finita nel centro delle cronache per una svista epica su Google Maps: la strozzatura del centro abitato veniva indicata ironicamente come “Varco del Bauscia” o “Trappola per Milanesi”. Una goliardata burocratica che si è trasformata in una spietata profezia. Più che una trappola per i turisti milanesi in coda nei weekend, la Variante si è rivelata una trappola finanziaria e geologica per lo Stato.
Il tracciato previsto: 1,8 Km di cui 1,6 in galleria. Costo iniziale previsto tra i 120 e i 142 milioni di euro. Mancano circa 15 milioni per le necessarie varianti per gli imprevisti sopraggiunti. Lo stato attuale? Scavi fermi, solo opere esterne preparatorie.
Mentre i politici locali rassicuravano le platee promettendo l’avvio imminente dei cantieri, il Consorzio Eteria (colosso che riunisce Itinera, Vianini Lavori e Icop) ha scoperto che la roccia vera della Valcamonica non assomigliava affatto a quella descritta nei rassicuranti faldoni teorici dei progetti iniziali. È emersa una composizione geologica del tutto imprevista. A inizio anno il progetto esecutivo risultava approvato solo a metà, senza che un singolo metro cubo di roccia venisse effettivamente scavato per il tunnel principale
La doccia fredda: spunta l’acqua e spariscono i milioni
A complicare il quadro da perfetto manuale del dissesto infrastrutturale è arrivata la mazzata estiva: una faglia sotterranea gonfia di acqua in pressione proprio lungo la traiettoria dello scavo. Risultato? I lavori della galleria si sono arenati prima ancora di partire davvero. Per superare l’emergenza idrica servono interventi ingegneristici speciali e, soprattutto, altri soldi.
Per l’esattezza, mancano all’appello almeno 15 milioni di euro per coprire i costi imprevisti della variante tecnica.
Con i conti in rosso e le imprese che battono cassa, il commissario straordinario Eutimio Mucilli ha dovuto convocare i sindaci della zona per comunicare l’ennesima doccia fredda: il cronoprogramma si allunga. La fine dei lavori slitta inesorabilmente verso il 2029, trasformando l’opera in una cattedrale nel deserto burocratico…
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