l'intervista

Corrado Scolari, tra i migliori direttori generali di Asst della Lombardia

Corrado Scolari, tra i migliori direttori generali di Asst della Lombardia

Corrado Scolari è stato confermato nell’elenco dei migliori Direttori Generali di Asst e Ats del territorio bresciano. A stabilirlo sono state le ‘pagelle’ di Regione Lombardia, relative al lavoro dei Dg nelle strutture nel corso del 2025. Scolari, che guida l’Asst Valcamonica da inizio 2024, ha ottenuto 91 punti (su un massimo di 100) posizionandosi al secondo posto tra i bresciani, dietro solo a Claudio Sileo, Direttore Generale dell’Ats Brescia, con 93 punti, confermando il risultato ottenuto l’anno scorso.
Classe 1966, camuno doc, laureato in Giurisprudenza, è stato dirigente in Regione, assessore alla Protezione Civile in Provincia e sindaco del suo paese d’origine, Berzo Demo. L’abbiamo intervistato.
Cosa significa per lei ottenere un punteggio così alto nella graduatoria di Regione?
E’ una soddisfazione, ma allo stesso tempo una grande responsabilità perché poi questo significa dover continuare a stare in alto. E’ una soddisfazione per me, ma soprattutto per l’azienda che guido; dopo aver ricevuto la notizia, ho scritto a tutti i dipendenti condividendo questo risultato perché sono convinto sia un risultato di squadra. E’ il lavoro che si fa ogni giorno che viene valutato quindi per me è importante che questa soddisfazione sia la soddisfazione di tutti i dipendenti di Asst. Se loro sono orgogliosi di lavorare in questa azienda, sicuramente riescono anche a trasmetterlo e a lavorare meglio.
Quali sono i numeri di Asst?
Tra dipendenti, collaboratori e liberi professionisti siamo in 1500 ed è sicuramente la più grossa azienda della valle.
Ricoprire questo ruolo all’interno della sua comunità dev’essere una grande responsabilità…
E’ un orgoglio perché è la mia comunità e quindi mi sento un utente di me stesso, così come sono utenti i miei figli e i miei familiari. E’ una grande responsabilità e nello stesso momento lavorare dove si conosce tutti, da un certo punto di vista è molto facile, dall’altro si è molto più esposti. Tutti hanno il mio numero, tutti mi conoscono, gran parte delle persone mi conosce da tempo, mi dà del ‘tu’, ci sono rapporti cordiali, io poi non sono uno che sta in ufficio e basta, giro per l’ospedale e per la comunità e quindi la gente mi incontra, mi chiede, a volte anche con toni di pretesa e di richiesta su alcune cose.
Altre volte, e devo dire accade molto frequentemente, c’è gente che si complimenta, che riporta giudizi positivi sull’esperienza che ha vissuto in ospedale.
Noi abbiamo migliaia di accessi ogni giorno e in genere le persone sono abbastanza soddisfatte, quelle che non riescono ad accedere per qualche problema è chiaro che lo sono meno, dopodiché quando riusciamo ad intercettarle, cerchiamo di fare in modo che le situazioni più urgenti e più necessarie vengano prese in carico.
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