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Enrico Dellanoce: “Il frantoio comprensoriale sorgerà a Esine. Dopo la tempesta Vaia abbiamo investito 9 milioni per interventi sul bostrico”

Enrico Dellanoce: “Il frantoio comprensoriale sorgerà a Esine. Dopo la tempesta Vaia abbiamo investito 9 milioni per interventi sul bostrico”

Il nostro viaggio tra gli assessori della Comunità Montana si ferma da Enrico Dellanoce, che oltre ad avere le deleghe a Bonifica Montana, Agricoltura, Caccia e Pesca è anche presidente e vice di Corrado Tomasi.
Il suo impegno però è iniziato già nei quattro anni precedenti quando era vice presidente di Sandro Bonomelli.
Partiamo dall’agricoltura: “Stiamo portando avanti un progetto molto importante per quanto riguarda l’olivicoltura che prevede la realizzazione di un frantoio comprensoriale con dei percorsi nella media e bassa valle, che sono i territori in cui avviene la produzione di olio. Come Comunità Montana abbiamo pensato ad un frantoio che possa riuscire a ritirare le olive di tutta la Valle Camonica ma non solo, perché ad oggi per esempio Rogno e Lovere hanno come punto di riferimento il frantoio di Scanzorosciate mentre in futuro potranno contare su una struttura più vicina. C’è già un progetto e verrà realizzato a Esine, una zona accessibile perché sappiamo bene che il principale nemico dell’olio buono è lasciare le olive per troppo tempo. Con la Rocca dei Vignali ci sarà una collaborazione per quanto riguarda l’olivicoltura e importanti novità sulla struttura in cui manca e faremo una sala degustazione e non solo”.
Non solo: “Lunedì 1° dicembre abbiamo organizzato un convegno sulla gestione dei reflui zootecnici nelle aree montane e abbiamo fatto il punto sia sugli aspetti normativi, con la partecipazione di funzionari regionali, sia sulle possibili soluzioni tecniche, tramite la presentazione di esperienze già avviate in territori simili ai nostri. Vogliamo andare incontro ai nostri allevatori, perché procedendo in questa direzione non saranno più in regola con le vasche. E’ quindi necessario pensare ad un progetto, che affideremo a Fedabo che sta già facendo uno studio, dove se ci fossero animali sufficienti si potrebbe pensare ad un biometano comprensoriale in collaborazione con Vallecamonica Servizi”.
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