Luigi arriva a passo lento, sostenuto dalle sue stampelle. Si ferma per qualche secondo notando la mia presenza, quella di una sconosciuta. Accenna un sorriso, poi prosegue verso Pace, sua moglie da quasi sessant’anni, che subito gli spiega, “sai che volevo scrivere quell’articolo, lei è stata qui per quello”. Luigi mi sorride di nuovo, mentre a loro basta uno sguardo per intendersi.
“Pace, è pronta la cena”, dice con fare gentile l’operatrice che ha appena posato il vassoio sul tavolino accanto al suo letto. Sono passate da pochi minuti le 18 e Luigi sa bene che questo è l’orario in cui ritrovarsi qui, loro due, per aiutarla e mantenere quella promessa fatta tanti anni fa. Un nutrimento per il corpo e per l’anima.
Un gesto che mi parla di una dolcezza infinita. D’altronde ci sarà pur un motivo se le nozze di diamante hanno il nome di una pietra preziosa.
E’ questa l’immagine che si ferma come una fotografia indelebile nella mia mente anche quando, poco dopo, lascio alle spalle l’Hospice ‘L’Abbraccio’ di Pisogne.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO DI ARABERARA VALCAMONICA IN EDICOLA DAL 20 MARZO
pisogne
Insieme da una vita, insieme all’hospice… Ogni giorno, ogni sera, Luigi si avvicina camminando a fatica alla stanza di Pace… Qui non ci sono addii, qui l’amore è immortalità