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Martina e il ritorno a casa della sua cagnolina Edvige dopo 25 giorni

Martina e il ritorno a casa della sua cagnolina Edvige dopo 25 giorni

Quella che sto per raccontarvi è una storia a lieto fine, una storia d’amore immenso tra una padrona e la sua adorata cagnolina.
Una di quelle storie che sembrano uscite da un libro di fiabe. Le protagoniste sono Martina, una ragazza da poco laureata in Psicologia, che vive a Brescia, ma la sua famiglia ha origini camune, e la sua cagnolina Edvige, di razza Beagle, di 8 anni.
La sua storia l’ho incrociata per caso scorrendo i social, sul gruppo Facebook ‘Animali smarriti Valle Camonica’, dove Martina aveva denunciato la scomparsa di Edvige il 31 dicembre e 25 giorni dopo ne ha annunciato l’inaspettato ritorno.
Ho pensato a quanti hanno letto questo post con le lacrime agli occhi e ho deciso di contattare Martina.
Dall’altra parte del telefono mi dice subito: “Non so come sia stato possibile, è un miracolo”.
Cosa è successo? “Erano le 14:10 del 31 dicembre, Edvige si trovava nella nostra seconda casa a Garda di Sonico. Abbiamo un giardino delimitato da una recinzione, ma è in prossimità del bosco; sai, la portiamo da otto anni e non è mai successo niente, è sempre stata brava, non è mai scappata. Mio zio dice che quel giorno ha sentito la traccia di un cervo, lei ha l’istinto da caccia ed è partita ululando”.
Edvige sembra essere sparita nel nulla: “Abbiamo subito iniziato la ricerca, 20 minuti dopo i miei zii l’hanno vista prendere la direzione Fobie, verso la Valmalga, hanno cercato di fermarla, ma senza risultati, lei aveva altre priorità in quel momento”.
Però non avete mai smesso di cercarla: “E’ iniziato un calvario durato 25 giorni. Abbiamo setacciato il territorio in modo intenso, siamo arrivati fino al Premassone, un ragazzo ci ha aiutato ed è andato fino alle Scale del Miller, al rifugio Baitone e abbiamo esteso di tanti chilometri le ricerche, ne abbiamo fatti in media 20-25 al giorno per 22 giorni; io poi sono dovuta tornare a Brescia gli ultimi due giorni e stavo salendo per il weekend per cercarla di nuovo. L’abbiamo cercata di giorno e di notte, molte volte di sera entravamo nel bosco per chiamarla, perché ci dicevano che se fosse stata ancora viva, magari di giorno avrebbe dormito e di notte, per tenere attiva la circolazione e sopravvivere al freddo, si sarebbe spostata. L’abbiamo cercata anche quando la temperatura scendeva a -10° e -15°”.
Ma di lei nessuna traccia: “Niente. Abbiamo volantinato fino a Ponte di Legno da una parte e dall’altra fino a Isola e a Valle e poi fino a Breno, circa 300 volantini appesi ovunque, ma siamo anche andati a suonare il campanello delle case chiedendo se l’avessero vista. Ho cercato di fare rete sui social, ho sentito i sindaci e i preti perché potessero in qualche modo aiutarmi, abbiamo coinvolto i Carabinieri forestali, la polizia locale, la protezione civile. Il 6 gennaio una ragazza, Claudia, è arrivata dal Trentino con il suo cane molecolare, mi ha subito detto che le possibilità di trovarla erano basse, ma abbiamo deciso di provarci lo stesso. Abbiamo prima provato a sentire le tracce in una zona in cui qualche giorno prima c’era stato un presunto avvistamento, ma non aveva sentito nulla; quindi siamo tornate nel punto dello smarrimento, lì il suo cane sentiva qualcosa, ha seguito le tracce per un bel pezzo, finchè le ha perse da un momento all’altro. Non abbiamo capito il motivo ma si è aperta anche l’ipotesi che qualcuno l’avesse presa, ma viste le sue condizioni al ritorno a casa, non crediamo sia possibile”.
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