inchiesta

Pisogne, sette mesi dopo la frana, la rabbia degli abitanti: “I nostri figli sono andati via da casa…”

Pisogne, sette mesi dopo la frana, la rabbia degli abitanti: “I nostri figli sono andati via da casa…”

27 dicembre. Sonvico. Un rumore assordante. La frana. Strada chiusa. Oggi, 7 mesi dopo i cittadini della montagna chiedono a gran voce di fare qualcosa, che quella situazione non la tollerano più. Sono scesi in piazza, ancora una volta, per un flash mob.
Li abbiamo incontrati e abbiamo raccolto qualche testimonianza.
“Non ho la patente, faccio fatica a camminare, per fortuna c’è molta solidarietà”
E’ un misto tra l’arrabbiato e il deluso il primo cittadino che ha scelto di parlarci: “Sai, io non guido perché non ho la patente e faccio fatica a camminare, quindi devo per forza utilizzare i mezzi pubblici ma è diventato un vero problema. Come me, le persone anziane e le famiglie con bambini, siamo davvero in difficoltà; hanno tolto il pullman da Sonvico e non si capisce nemmeno il perché, magari perché ci sono poche persone… ma voglio vedere quando inizia la scuola, è vero che ci sono pochissimi bambini ma il disagio è molto. Per fortuna c’è molta solidarietà e c’è sempre qualcuno che ci dà un passaggio, ma molte volte sono stato ore e ore a Fraine, sceso dal pullman, a cercare qualcuno che potesse accompagnarmi a Sonvico. C’è chi se la fa tutta a piedi, ma io non ce la farei mai, finirei dritto in ospedale… intanto però le tasse continuiamo a pagarle. E’ un disastro, ci sentiamo dimenticati”.
Aishe: “Le mie bambine non vanno più all’asilo e devo prendere una casa in affitto”
Aishe vive a Sonvico Superiore e il primo pensiero è rivolto alle figlie: “Da quando c’è la frana le mie due bambine non vanno all’asilo, mi avevano chiesto di portarle a Grignaghe quindi facendo quasi 40 minuti di macchina ma d’inverno quella strada non è fattibile. Lì avrebbe preso il pulmino che la portava all’asilo e ovviamente la stessa cosa avrei dovuto farla il pomeriggio alle 16 e per me non era fattibile. La mia seconda bambina non l’ho nemmeno iscritta all’asilo, ma la prima inizierà la scuola a settembre e io come posso fare? Ci dobbiamo arrangiare e sai come? Dobbiamo andare in affitto altrove a spese nostre, anche se lavora solo mio marito e quindi siamo in difficoltà, ma dobbiamo fare per forza così. Mio marito invece va in moto al lavoro, ma abitando a Sonvico con questa situazione ha passato tutto l’inverno a dormire da sua madre e poi faceva la strada di Mora a piedi per tornare a casa. Una mattina qualcuno aveva messo dei ferri e lui essendo molto presto non li ha visti ed è caduto… ha dovuto comprare un’altra moto, ma a noi queste spese chi le rimborsa? Nessuno! E il Comune non ne vuole sapere. Prima con uno stipendio ce la cavavamo, ma adesso tra la macchina da sistemare viste le strade che dobbiamo percorrere e l’affitto che dovremo pagare”.
Scendi poco in paese: “Una o due volte al mese, perché una bambina che sta male appena arriva a Passabocche e la prima inizia a piangere appena le dico che dobbiamo fare la strada di Val Palot”.

Umberto: “Questa situazione è diventata una vera e propria barriera architettonica e psicologica per tutti noi”
“La comunità è stremata e fortemente preoccupata. Il blocco della strada non sta solo danneggiando le attività commerciali, ma mette a rischio la sicurezza dei residenti, tra cui si contano bambini, anziani ultraottantenni e persone con fragilità sanitarie”, mi spiega Umberto, che prosegue, “in caso di emergenza medica, i mezzi di soccorso o i Vigili del Fuoco dovrebbero percorrere una via alternativa dissestata, priva di protezioni e a corsia unica, allungando i tempi di percorrenza di oltre un’ora.
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