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Suor Anna Monia Alfieri su Ilaria Salis: catene non sono democrazia

"La giustizia non può essere vendetta da parte dello Stato nei confronti di chi ha sbagliato"

Suor Anna Monia Alfieri su Ilaria Salis: catene non sono democrazia
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"Una donna trascinata in catene è francamente un'immagine che, nel 2024, nessuno si sarebbe aspettato di vedere" ha commentato così Suor Anna Monia Alfieri, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, le immagini che nei giorni scorsi sono circolate su giornali e social del processo ad Ilaria Salis, che si sta svolgendo in Ungheria.

Ilaria Salis: la giustizia non può ledere la diginità umana

Suor Anna Monia ha parlato riferendosi nello specifico al caso di Ilaria Salis, ma ha sottolineato anche come le proprie affermazioni si potessero applicare a "tutte le persone che, ancora oggi, nelle diverse parti del mondo, sono incatenate, vittime di torture e di violenze da parte di un'autorità giudiziaria che assolve il suo compito in modo brutale". E parlando di quello che dovrebbe essere la giustizia ha detto:

"Essa non è vendetta da parte dello Stato nei confronti di chi ha sbagliato ma occasione di riscatto. Le catene, la tortura, la pena di morte presentano la giustizia come vendetta da parte di uno Stato che vuole seminare il terrore tra i cittadini. La giustizia, al contrario, è acclaramento della verità dei fatti e non lede la dignità del condannato anche per i delitti più gravi. Ritorniamo a leggere le pagine di Beccaria e sicuramente le immagini delle catene potranno sparire".

Alfieri ha poi concluso accodandosi allo sconcerto per quanto accaduto a Salis, e invitando il Governo a continuare ad agire perché possa avere un processo giusto e rispettoso della dignità umana.

"Condivido, pertanto, lo sconcerto di tutti e sostengo le azioni che il Governo e le più alte cariche dello Stato hanno intrapreso e vorranno intraprendere, affinchè la sig,ra Salis, e con lei tutti gli accusati e i carcerati, abbia un processo serio, non ideologico e rispettoso della persona e della sua dignità. Purtroppo le catene, come la guerra, non sono segnali positivi per la nostra civiltà: dobbiamo prendere atto del pericolo rappresentato dal diffondersi di queste forme di violenza che con la democrazia hanno realmente poco, anzi nulla, a che fare".

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