dei delitti e delle pene

Dalla scomparsa di Laura Ziliani all'omicidio di Moira. Dai due fratellini di Ono a...

Dalla scomparsa di Laura Ziliani all'omicidio di Moira. Dai due fratellini di Ono a...
Cronaca Bassa Valle, 23 Luglio 2021 ore 10:04

Una piccola valle ma macchiata tante volte di rosso sangue. Tante le scomparse e i delitti in Valcamonica in questi anni, e anche questa estate del 2021 che si preannunciava tranquilla si è infiammata per la scomparsa di Laura Ziliani. Ecco una panoramica di alcuni misteri di questi anni nella nostra zona.

Temù - Laura Ziliani: al setaccio il computer ritrovato in cantina. Manca il taccuino...

Si continua a lavorare in silenzio sulla vicenda della scomparsa di Laura Ziliani.

Dopo aver sequestrato i cellulari, ora è al vaglio il computer della 55enne, ex vigilessa di Temù ritrovato nella cantina dell’abitazione di Brescia della donna. I carabinieri, su mandato della Procura di Brescia, l’inchiesta è coordinata dal Pm Katy Bressanelli, hanno sequestrato il computer per analizzarlo e gli inquirenti stanno passando al setaccio i documenti e se ci sono elementi utili alle indagini.

Dall’8 maggio non si sa più nulla di Laura, e le indagini si concentrano sulla zona Temù, Roncadelle e Brescia. Intanto la casa di Temù è ancora sotto sequestro. Tre le persone iscritte nel registro degli indagati e due sono le figlie. Laura ha lavorato al Comune di Temù, prima come vigilessa e poi come impiegata all’Ufficio Tributi. è scomparsa nel nulla proprio a Temù lo scorso 8 maggio dove sarebbe salita per una passeggiata sui monti come faceva quasi ogni fine settimana da quando diversi anni fa, dopo la morte del marito, aveva deciso di lasciare l’alta Vallecamonica per trasferirsi a Brescia con le tre figlie

 

Ono San Pietro - Due fratellini, Andrea e Davide uccisi e dati alle fiamme dal padre

16 luglio 2013. Quel giorno due fratelli, Andrea di nove anni e Davide di dodici furono uccisi e dati alle fiamme. Per il duplice omicidio è stato condannato all’ergastolo il padre Pasquale Iacovone.

La pena è stata confermata in appello. Il colpevole del duplice omicidio, nella ricostruzione che fino ad oggi era stata ritenuta più verosimile, dopo aver ucciso i figli si sarebbe dato fuoco rimanendo ustionato su gran parte del corpo.

Pasquale Iacovone lottò in effetti a lungo tra la vita e la morte nel reparto grandi ustionati dell’ospedale di Padova. Le sue condizioni sono poi gradualmente migliorate al punto di consentirgli d’essere presente al processo d’appello e di rilasciare dichiarazioni durante l’udienza.

Attualmente è rinchiuso nel carcere di Opera.

La ricostruzione della tragedia consumata nell’abitazione di Ono San Pietro è stata modificata dalla Corte d’assise d’appello di Brescia, presieduta da Enrico Fischetti che ha depositato le motivazioni della sentenza letta il 13 novembre scorso.

E il contenuto introduce un elemento di novità: Pasquale Iacovone non intendeva suicidarsi. Il punto di partenza secondo la Corte d’assise d’appello è che ‘l’imputato, spinto da rancore ed odio inaudito verso la moglie, da lui tormentata e molestata per oltre un anno, aveva deliberato di imporle un’ultima e definitiva sofferenza: uccidere i figli ed assaporare il gusto tremendo di vederla soffrire in modo indescrivibile di fronte ai corpi straziati e carbonizzati degli stessi’.

Si tratterebbe quindi di una vendetta, in particolare ‘una vendetta disumana’ che ‘non poteva comprendere una attività suicidiaria perchè l’imputato, per assaporarla, doveva vedere la compagna in faccia per godere della sua sofferenza; e tale comportamento ha tenuto anche nel corso dell’udienza di appello, dopo un vano tentativo di sottrarsi lucidamente al giudizio, guardando la moglie ancora una volta piegata nella sua disperazione senza rimedio’.

 

Paspardo - Luigi che uccise a coltellate Moira, la fuga e poi si costituì grazie a un prete

Voleva scappare in Inghilterra perché si era convinto, che lì non lo avrebbero mai preso.

Invece è stato un sacerdote milanese, studente di teologia a Parigi, a convincere Luigi Marchetti a costituirsi. Il giovane di 32 anni il giorno di Pasquetta del 2002, il primo aprile, aveva ucciso la fidanzata a Paspardo, nel bresciano.

Luigi era riuscito a fuggire per oltre un mese. Il delitto avviene alle prime luci dell'alba del 1 aprile, giorno di Pasquetta. Luigi è a casa della sua fidanzata, Moira Squaratti. I due discutono.

Lei sogna il matrimonio ma si accorge che lui ha le mani bucate. I due, insieme, avevano aperto un conto in banca, ma mentre lei (che faceva l'infermiera da un dentista) depositava, lui (che aveva una trattoria con i genitori) prelevava fior di soldi per procurarsi la cocaina.

Ed ecco la lite. Luigi prende un coltello da cucina e colpisce Moira più volte, poi chiude la porta a chiave e va in trattoria a lavorare con mamma, papà e fratelli. La sera di Pasquetta si confida con un amico: “Ho ucciso Moira, aiutami”. Luigi si mette in tasca 4 mila euro (l'incasso della giornata) e scappa. Vuole andare in Sardegna dove ha amici ed è convinto di trovare rifugio. L'amico lo porta fino a Sarzana (La Spezia) dove Luigi abbandona il proprio fuoristrada, un Pajero.

 

Esine - Ucciso a colpi di roncola dal coinquilino

Poco più di un anno fa, primo giugno 2020, nella notte Esine, un uomo viene ucciso a colpi di roncola dall’amico che lo ospitava. La vittima, un 53enne, era stata allontanata da casa per maltrattamenti alla moglie.

L’uomo ucciso dopo l’ennesima lite scoppiata all'interno dell'appartamento dove vivevano senza elettricità e in un contesto di forte degrado. La vittima, il 58enne Vincenzo Arrigo, era ai domiciliari dall'amico, Bettino Puritani di 53 anni, dopo essere stato allontanato di casa per maltrattamenti ai danni della moglie.

Tra i due, entrambi senza lavoro e seguiti dai servizi sociali, la convivenza forzata sarebbe stata difficile fin da subito.

Complice qualche bicchiere di troppo, Arrigo e Puritani spesso litigavano. L'ultima zuffa è finita nel sangue. I due uomini avrebbero iniziato a litigare in casa poi sarebbero scesi nel vicolo davanti alla porta.

I toni si sono alzati ed a quel punto Puritani, avrebbe afferrato una roncola e quindi colpito il coinquilino alla testa.

Puritani avrebbe affondato più volte l'arma sul capo del coinquilino.

Arrigo ha provato a difendersi, ma davanti alla furia omicida dell'amico la sua resistenza è crollata. Le urla e il trambusto hanno fatto scattare l'allarme.

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