PISOGNE

Donato, Stefania e quelle gravidanze andate male e l’adozione di due bimbe etiopi: “Quello che Dio non ha voluto darmi prima, me l’ha fatto avere dopo"

Donato, Stefania e quelle gravidanze andate male e l’adozione di due bimbe etiopi: “Quello che Dio non ha voluto darmi prima, me l’ha fatto avere dopo"
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Cinque in punto di un sabato pomeriggio di metà marzo che profuma di primavera. In casa Faustini pochi giorni prima, l’8 marzo, Lidiya ha soffiato su 10 candeline.
Papà Donato sorride mentre scorre sul telefono le fotografie di famiglia. Fotografie che raccontano storie di una famiglia qualunque.
Siamo a Pisogne, lo dice il cognome di Donato, 50 anni tondi, è impiegato alla Brawo, mentre mamma Stefania fa la maestra. E poi ci sono Laura, nata nel 2010, e Lidiya, la ‘piccola’ di casa, classe 2013. Entrambe arrivano dall’Etiopia, “ma non sono sorelle biologiche e arrivano da due percorsi adottivi diversi”.
Un filo di emozione fa tremare la voce di Donato: “Quando ci siamo sposati il nostro desiderio era quello di costruire una famiglia e avere dei figli… abbiamo provato e riprovato ma purtroppo non è arrivato nessun bimbo.
Allora abbiamo iniziato a maturare l’idea dell’adozione; entrambi eravamo concordi sul fatto che non è genitore solo chi mette al mondo un bambino ma anche chi lo cresce. A quel punto dovevamo solo decidere a chi rivolgerci per fare l’adozione; tramite conoscenti abbiamo sentito di una festa che annualmente veniva organizzata a Montichiari tra le famiglie adottive del Centro Aiuti per l’Etiopia, una volta abbiamo fatto un giro, abbiamo visto tutti questi ‘cioccolatini’ con i capelli arruffati al vento che saltavano, ridevano e scherzavano e ce ne siamo subito innamorati. Ci siamo detti che se avessimo deciso di procedere all’adozione avremmo tenuto in considerazione questa associazione”.
E così è stato: “Avevamo avviato le pratiche burocratiche, che prevedono un iter piuttosto lungo, che prevede colloqui con gli assistenti sociali, esami e anche un passaggio dal tribunale che rilascia un decreto di idoneità all’adozione nazionale ed internazionale.
Quando poi si tratta di scegliere, per quella nazionale non ci sono problemi, mentre per quella internazionale entro un anno dal decreto devi conferire incarico a un’associazione o un ente che ti segue verso il paese estero che hai scelto”.

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