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Federico, la passione per la montagna che ha inghiottito i suoi sogni e quel sorriso che splenderà per sempre

Federico, la passione per la montagna che ha inghiottito i suoi sogni e quel sorriso che splenderà per sempre
Cronaca Bassa Valle, 10 Settembre 2021 ore 10:14

Federico Mattiacci la montagna la portava nel cuore da sempre, una passione infinita. Ed è proprio quella montagna che in un giorno di fine agosto se l’è portato via per sempre, inghiottendo sogni e progetti ancora chiusi nel cassetto.

Era il 30 agosto, doveva essere un lunedì qualunque, Federico si trovava in compagnia del fratello minore Luca, stavano percorrendo la cresta che da Cima Presena porta al Passo dei Segni, nel gruppo della Presanella, a una quota di circa 2.900 metri. Poi la tragedia, Federico è  precipitato per più di 100 metri lungo un canalone e per lui non c’è stato nulla da fare. 32 anni, laureato in Scienze Motorie, insegnante di educazione fisica all’Istituto di Cultura e Lingue delle Marcelline a Milano, origini milanesi, ma molto legato a Montecampione fin dall’infanzia. Ed è qui che ha lasciato un segno indelebile. Lo dimostrano tutte le persone che si sono raccolte nel campo polivalente di Montecampione per salutarlo ancora una volta e i fiumi di parole che hanno inondato i social. Sono stati  molti  i pensieri di chi ha incrociato la sua strada e ha conosciuto il suo sorriso.

“Ci ha lasciato Federico Mattiacci, sin dall'infanzia frequentatore di Montecampione - scrive il Consorzio -. Per sedici anni ha lavorato presso il Consorzio come animatore con passione, dedizione, pazienza, professionalità. Generazioni di Montecampionesi sono state cresciute da Lui, e con Lui hanno passato i pomeriggi più spensierati della loro infanzia a divertirsi in Montagna, il luogo che più amava al Mondo. Purtroppo, proprio la Montagna lo ha portato in cielo. Noi non lo dimenticheremo mai”.

E’ come se il tempo si fosse fermato quel 30 agosto. Federico il sole l’aveva dentro e quel sorriso che indossava sempre  continuerà a splendere ovunque lui sia. Noi ci fermiamo qui, lasciamo che a parlare siano i ricordi che ci sono stati inviati in redazione da chi l’ha conosciuto.

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