Capo di Ponte

I 30 anni della beatificazione di Annunciata Cocchetti

Da Rovato a Cemmo, imprenditrice per l’educazione delle donne. Ora la sua famiglia è in tutto il mondo con suore, preti e laici.

I 30 anni della beatificazione di Annunciata Cocchetti
Cronaca Media Valle, 21 Maggio 2021 ore 10:02

Sono giorni di festa nella comunità di Capo di Ponte. Lo scorso 21 aprile è ricorso il 30° anniversario della beatificazione di madre Annunciata Cocchetti, la fondatrice delle Suore Dorotee di Cemmo. Una grande famiglia nata da Capo di Ponte e cresciuta sino ad essere oggi attiva in tutto il mondo.

Pur avendo vissuto ed operato per cinquant’anni a Cemmo, Annunciata Cocchetti non era originaria della Val Camonica. Nata a Rovato il 9 maggio del 1800, rimase presto orfana di padre e madre, all’età di 7 anni. Visse fino a 20 anni con la nonna paterna a Rovato. Già lì, all’età di 17 anni, aveva cominciato un percorso spirituale, seguendo le missioni al popolo tenute da alcuni sacerdoti. E così sin da giovanissima intraprese un’iniziativa a favore delle bambine più povere: aprì una piccola scuola nella casa della nonna e qui insegnava a leggere, scrivere e far di conto, ma anche rammendare i vestiti e fare la minestra e ancora a scoprirsi amati da Dio. Un’educazione che andava dall’istruzione alla capacità di gestire la casa ai valori spirituali.

Ma nel 1820 la nonna morì. Annunciata aveva nel frattempo ottenuto il diploma di maestra ed era diventata la prima maestra comunale della città di Rovato. Era impensabile, però, che una ragazza di vent’anni vivesse da sola in una casa, così lo zio tutore la portò con sé a Milano, insieme ai suoi fratelli. Annunciata si ritrovò a vivere in ambienti borghesi, restando una decina d’anni nella zona di corso Napoleone.

Lo zio cercava di procurarle un matrimonio, ma nel cuore della ragazza c’era altro: un desiderio sempre più maturo di consacrarsi al Signore.

A Milano si avvicinò anche a Maddalena di Canossa, fondatrice delle Figlie e dei figli della carità, la quale però le suggerì che il Signore stava cercando per lei altre vie. Quando Annunciata venne a sapere che a Cemmo stavano cercando una maestra, lasciò sul proprio scrittoio una lettera indirizzata allo zio e una sera anziché andare alla Scala, come era abitudine per la famiglia, d’accordo con il cocchiere partì per la Val Camonica. Passando per Bergamo raggiunse Cemmo. Qui c’era una casa acquistata dalla famiglia Panzerini di Cedegolo, dove Erminia Panzerini aveva tentato di far partire una scuola. Fu però proprio l’arrivo di Annunciata a far decollare la scuola. Erminia Panzerini divenne la direttrice della scuola, Annunciata la maestra. Accanto al loro lavoro, entrambe coltivarono il desiderio di consacrazione al Signore, ma Erminia morì a 10 anni dall’inizio della loro avventura. Lasciò tutto in eredità alla Cocchetti, che continuò questa esperienza.

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