Cronaca
alta valle

Il mistero di Laura Ziliani - ‘La finestra sul cortile’ di una valle incredula

Le due figlie indagate per omicidio, la Valcamonica col fiato sospeso.

Il mistero di Laura Ziliani - ‘La finestra sul cortile’ di una valle incredula
Cronaca Alta Valle, 03 Luglio 2021 ore 14:05

Che qualcosa non andasse qui adesso sembra che se lo immaginavano tutti. Laura non si trovava, non si trova. Qui in Valle le temperature si mantengono nella norma ma a surriscaldare il tutto è il giallo dell’estate, che assume i connotati di un dramma famigliare. "Non creiamo mostri, queste iscrizioni al momento sono solo atti dovuti per accertamenti tecnici" ha sottolineato il procuratore capo Francesco Prete. A scottare più del sole di luglio è il fascicolo aperto per omicidio a carico di due ragazze di 19 e 27 anni che in pochi giorni sono passate dal dramma di essere orfane alla pesante accusa di matricidio. La Scientifica è al lavoro, da giorni sta setacciando i tre piani dell’abitazione di Via Ballardini nel centro di Temù, dove la donna, da qualche anno impiegata nell’ufficio tecnico di Roncadelle e trasferita a Brescia, tornava nei fine settimana per coltivare la passione della montagna. Laura aveva avviato da poco i lavori di restauro per aprire un bed and breakfast. Al lavoro per le indagini i carabinieri della Compagnia di Breno e il PM Caty Bressanelli, bocche cucite ma qualcosa è trapelato. Laura, che aveva un nuovo fidanzato e tanta voglia di rifarsi una vita.

Tre figlie, due indagate e una affetta da gravi problemi di autismo. Un’ipotetica escursione nei boschi verso Villa Dalegno, la ricerca del corpo per un raggio di 280 km, boschi setacciati ma nessuna traccia di Laura e ricostruzione delle figlie con tanti… buchi. Uscita di casa, secondo le figlie, verso le sette del mattino, la donna sarebbe dovuta tornare per le 10 per aiutare una delle due figlie a portare rifiuti in discarica. Le due ragazze sono andate comunque in discarica. Le telecamere non hanno mai filmato Laura in montagna anche se un passante avrebbe affermato in un primo momento di averla vista. La primogenita avrebbe riferito di avere visto la mamma l’ultima volta prima di uscire mentre parlava al telefono con la sorella e di essersi accorta che la madre aveva dimenticato il telefono in soggiorno. Laura che però non si separava mai dal telefono e tanto meno dall’orologio GPS che portava sempre quando andava in montagna e che avrebbe permesso di rilevare la posizione della donna in caso di scomparsa. Il cellulare però non è rimasto in soggiorno ma è stato ritrovato in cantina dietro una cassapanca. Chi l’ha portato lì? E ci sono dubbi anche sulla telefonata visto che il cellulare risulta spento dalla sera precedente. E sopra un mobile c’era l’orologio GPS che Laura portava sempre quando usciva per andare in montagna. Da qui i sospetti che si tratti di un dramma che si sarebbe consumato in ambito famigliare.

Laura non si trova. Qualcuno un tempo disse che ‘Abele fu il primo a scoprire che le vittime assassinate non protestano’.

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