Breno

Le centraline e quell’acqua da… lasciar scorrere

Il portavoce del Comitato Centraline Idroelettriche di Valle Camonica Italo Bigioli: “L’acqua è il bene più prezioso che abbiamo”.

Le centraline e quell’acqua da… lasciar scorrere
Cronaca Breno, 09 Novembre 2020 ore 11:31

Acqua, torrenti, fiumi e quelle centrali idroelettriche che trasformano quest’acqua in energia.

Un’acqua che, però, finisce col restare imprigionata e che non viene lasciata libera di scorrere lungo l’alveo del fiume o del torrente.

Succede anche in Val Camonica, territorio ricco di acqua e altrettanto ricco di centraline idroelettriche, che lasciano dietro di sé una serie di problematiche e di polemiche.

A  ottobre, nella sala BIM di Breno, organizzato dal “Comitato Centraline Valcamonica-per l’acqua che scorre” si è svolto un convegno dedicato ai torrenti ed al fiume Oglio.

Sotto il patrocinio della Comunità Montana di Valle Camonica e del BIM, con la presenza dell’assessore Mirco Pendoli, sono intervenuti: l’Autorità di Bacino Fiume Po con il suo Segretario Generale Meuccio Berselli e due funzionarie; due funzionari dell’Ufficio Territoriale Regionale di Brescia; la rappresentante di Free Rivers Italia Lucia Ruffato, alcuni sindaci della Valle Camonica ed erano collegati in remoto due ingegneri dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.

Era ovviamente presente Italo Bigioli, portavoce del “Comitato Centraline di Val Camonica – per l’acqua che scorre”.

“Eravamo a Parma un anno fa e negli incontri fisici come nelle telefonate ci sentivamo sempre capiti ed anche sostenuti nelle nostre richieste di difesa e rispetto del bene più prezioso che abbiamo: l’acqua.

Ci venne così naturale chiedere che questo sostegno potesse esprimersi anche in Val Camonica direttamente e senza mediazioni alla presenza di autorità e mezzi di informazione.

Tanto più in quanto le nostre richieste sono sempre state coerenti con i principi previsti dalla legge e dalla scienza riassumibili in un concetto: nessuna attività di sfruttamento della risorsa può tradursi nella sua distruzione.

Il deflusso ecologico e la continuità fluviale devono diventare realtà perché la vita dei torrenti, la difesa della biodiversità in essi contenuta e l’equilibrio idrogeologico rappresentano la prospettiva stessa di un possibile sviluppo armonico delle comunità.

Coordinato da Dario Furlanetto, il convegno ha dato tutte le risposte che ci si poteva aspettare e la buona volontà degli intervenuti, tra questi il consigliere regionale camuno Francesco  Ghiroldi, che ha potuto esprimersi in modo puntuale.

A quel punto, prima dell’intervento finale sembrava che si fosse già fatto un passo importante e potesse bastare, ma la sorpresa era contenuta nella parole del Segretario Generale che, in sintesi, ha detto di volere fare in modo che il nostro fosse solo il primo di una serie di incontri al fine di fare della Valle Camonica un terreno di ricerca avanzata di soluzioni finalizzate esattamente ad ottenere che l’acqua sia sempre più concepita come una risorsa per tutti i cittadini, per le loro comunità ed in definitiva per ogni prospettiva di sviluppo sociale, economico e culturale.

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