Cronaca

Omicidio Laura Ziliani, le rivelazioni choc dell’ex compagno di cella di Mirto: “Potrebbe essere stata sepolta viva”. Ora il processo per il trio criminale

Omicidio Laura Ziliani, le rivelazioni choc dell’ex compagno di cella di Mirto: “Potrebbe essere stata sepolta viva”. Ora il processo per il trio criminale
Cronaca Alta Valle, 09 Luglio 2022 ore 10:07

“L'ho fatto per una questione etica, perché quello che hanno commesso è mostruoso”, sono queste le parole dell’ex compagno di cella di Mirto Milani, che aveva raccolto l'ammissione in cella sull'omicidio della vigilessa di Temù Laura Ziliani - uccisa l’8 maggio del 2021 e ritrovata tre mesi più tardi, l’8 agosto - e che ha collaborato favorendo le intercettazioni ambientali in carcere a Brescia e che hanno, una volta chiusa l'indagine da parte della Procura, costretto Milani a confessare.

Nei giorni successivi lo stesso avevano fatto anche le figlie della Ziliani, Paola e Silvia Zani.

“Mirto mi ha raccontato che quella sera lui, Paola e Silvia preparano dei muffin e riempiono quello destinato a Laura di benzodiazepine. Lei lo mangia però non crolla come previsto nei primi 10 minuti: aveva un fisico forte. Alla Ziliani sembra non succedere niente e va a letto. Laura a un certo punto è ormai rintronata e va in cucina per prendere da bere dal frigorifero.

A quel punto scatta la furia di Silvia che prende da dietro la madre. Laura cade sulla figlia, le salta sopra Paola per tenerla ferma, ma la mamma non muore. Con Mirto le mettono il sacchetto di plastica sulla testa e lo chiudono con una fettuccia e una porzione di prolunga”, ha poi raccontato al Giornale di Brescia. "Mirto Milani mi ha detto che c'è il dubbio che sia stata seppellita viva, senza che loro ne fossero certi. Laura aveva convulsioni lunghe", ha concluso il detenuto. I tre accusati sono stati rinviati a giudizio. Così ha disposto il Gup Gaia Sorrentino nell'udienza preliminare: i tre saranno in aula a Brescia il prossimo 27 ottobre per il dibattimento, davanti alla prima sezione penale della corte d’Assise. Dovranno rispondere in concorso di omicidio volontario aggravato e soppressione di cadavere.

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