Cronaca

PISOGNE - Il Brescia Pride scatena la guerra in amministrazione. L’ex sindaco: “Mi vergogno” Il sindaco: “Siamo orgogliosi del patrocinio, viva la libertà”

PISOGNE - Il Brescia Pride scatena la guerra in amministrazione. L’ex sindaco: “Mi vergogno”  Il sindaco: “Siamo orgogliosi del patrocinio, viva la libertà”
Cronaca Bassa Valle, 23 Luglio 2022 ore 15:55

Il Brescia Pride a Pisogne fa discutere. O meglio, fa discutere maggioranza e opposizione in merito alla concessione del patrocinio gratuito del Comune alla manifestazione organizzata a Brescia sabato 9 luglio. Musiche, balli, colori e un lungo corteo di festa a cui hanno partecipato oltre 10mila persone, secondo gli organizzatori addirittura 20mila.
Lo slogan scelto per questa edizione è #LeCoseCambiano. Gli organizzatori - riuniti nel "Comitato Brescia Pride 2022" - hanno puntato l'attenzione “sull’urgenza e l’importanza di dare spazio e voce all’orgoglio, alle lotte per i diritti e a tutte le identità della comunità LGBTQIA+ in un’ottica intersezionale, transfemminista, queer, antirazzista, antifascista, ecosocialista e
collettiva”. L'obiettivo è rivolto ad alcuni cambiamenti che sono ritenuti fondamentali, per i quali gli organizzatori invitano lo Stato e i cittadini a lavorare: il riconoscimento e la tutela legale di ogni persona, indipendentemente dal sesso, identità di genere, orientamento d’attrazione o caratteristiche sessuali, la prevenzione delle discriminazioni e il contrasto alla violenza, il diritto alla salute e alla cura, la laicità e la libertà di scelta e l'"accoglienza". Alla manifestazione ha preso parte anche Emilio Delbono, sindaco di Brescia, che sui social ha scritto: “Una manifestazione pacifica e composta. Mi dicono di un paio di cartelli fuori posto, non li ho onestamente visti. Qualche idiota su migliaia di persone ci sarà anche stato, ma io ho visto soprattutto migliaia di uomini e donne, ragazzi e ragazze che chiedono il rispetto delle diversità e lavorano per una società inclusiva e che tutela i diritti delle persone”. E quindi torniamo a Pisogne, dove la discussione si è accesa proprio sui social con dei botta e risposta a dir poco roventi.

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