l'anniversario

Ponte di Legno, a cent’anni dalla rinascita

Ponte di Legno, a cent’anni dalla rinascita
Cronaca Alta Valle, 23 Luglio 2021 ore 11:15

Nel corso della Prima guerra mondiale, il 27 settembre 1917, il paese di Ponte di Legno fu pesantemente bombardato dall’artiglieria Austro-Ungarica posizionata sulla linea del fronte a Passo Tonale. Non ci furono vittime: l’abitato era già stato fatto evacuare qualche anno prima.

Concluso il conflitto agli abitanti fu concesso di rientrare nel paese devastato, dove iniziarono subito i lavori per la ricostruzione. Il 31 luglio 1921, durante una solenne cerimonia, che coinvolse rappresentanti istituzionali, l’intera popolazione e i numerosi villeggianti, il borgo ricostruito venne inaugurato. A cento anni di distanza la Pro Loco di Ponte di Legno, in collaborazione con il comune di Ponte di Legno, l’Università degli Studi di Brescia, la Società Storica e Antropologica di Valle Camonica, Mirella Cultura, la Commissione Biblioteca, il Museo della Guerra Bianca in Adamello, i Gruppi Alpini di Valle Camonica, la Banda di Pezzo e numerosi altri enti, ricorderanno gli avvenimenti di quel periodo con una serie di eventi all’interno della rassegna «Pontedilegno paese rinato (1921-2021)».

L’intervento del sindaco Ivan Faustinelli

Cento anni fa, il 31 luglio 1921, nella piazza “Umberto I” di Ponte di Legno, che oggi conosciamo come “Piazza XXVII Settembre”, dove si affacciava l’antico Municipio, si svolse la celebrazione che consacrò la rinascita di Ponte di Legno a seguito delle distruzioni avvenute durante la Prima guerra mondiale.

Se fossimo stati presenti quel giorno avremmo potuto ammirare “la borgata ridente nelle sue nuove e linde costruzioni”, tutta adorna di “tricolori ed archi verdi”, animata dalle “Rappresentanze dello Stato, della Provincia, di Brescia e le popolazioni della Valle, tutti riuniti in un sentimento di esultanza, di amore, di fede”.

All’avvocato Giovan Battista Tognali venne affidata l’orazione celebrativa, fu dedicato ampio spazio alle sofferenze patite dai nostri concittadini: “l’esodo triste sotto la pioggia ghiacciata” dove la “schiera di vecchi, di donne e di fanciulli che caricavano le suppellettili sfuggiti alla fiamma divoratrice prendevano la via del lacrimoso esilio”. “Nel giorno stesso che fosti abbattuta, fra il crepitar delle fiamme dell’immane incendio, fu dai tuoi figli giurata la rinascita”.

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