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Quel fiume di denaro (milioni di euro) che arriva dai ‘ritiri’ del calcio

Quel fiume di denaro (milioni di euro) che arriva dai ‘ritiri’ del calcio
Cronaca 23 Luglio 2021 ore 09:52

“Quelli che è solo una partita di calcio e poi tornano a casa e picchiano la moglie e i bambini, oh yes”. Il tormentone di Beppe Viola ed Enzo Jannacci magari non se lo ricordano in molti, era un compendio di modi di dire “a rovescio”. Che sarà mai, abbiamo appena passato sul divano serate memorabili, tipo “notti magiche” l’inno migliore che sia mai stato dedicato ai mondiali di calcio, non per niente firmato da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato.

Gli stadi e le grandi squadre sono tutte delle grandi città, il miracolo succede quando una “provinciale” vince lo scudetto (è ancora nella storia lo scudetto del Verona o quello del Cagliari, anche se la città era già capoluogo di Regione).

Ma in provincia quando arrivano le grandi squadre è l’occasione per vedere “dal vivo” i campioni che seguiamo in tv. E svelano il loro lato “umano”, a vederli sgambettare sul prato di “casa nostra” non ci pare ci sia poi quella differenza che ci era rimasta impressa vedendo le partite in campionato e soprattutto agli Europei appena vinti dalla bella Italia.

Temù - Ponte di Legno. Sampdoria qui da 3 anni e ora anche il PARMA: “Spendiamo 130.000 euro ma ne rientrano milioni”

Questo è il terzo anno che i blucerchiati vengono a correre, sudare, fatica e rilassarsi per farsi trovare pronti all’inizio del campionato. Temù e Ponte di Legno, un binomio coi fiocchi, un costo che quest’anno si aggira sui 130.000 comprensivo delle spese di albergo che se le è prese in carico il Consorzio Ponte di Legno Tonale. Lo scorso anno la cifra era di 100.000 euro, di cui 30.000 euro suddiviso tra i Comuni di Ponte di Legno e Temù e 40.000 euro per il Consorzio.

Quest’anno con altri accordi commerciali è lievitata a 130.000 euro ma in ogni caso secondo chi organizza è una grossa opportunità: “I costi rientrano tutti nel comprensorio - spiega il vicesindaco di Temù Alberto Cattaneo - abbiamo un ritorno importante non solo di tifosi che vengono a vedere la squadra ma il grosso del ritorno è dovuto al fatto che il nome della nostra località finisce su tutti i media nazionali e su tutti i giornali sportivi.

TRENTINO - DIMARO (1250 abitanti)  ospita il NAPOLI spende 2 milioni per 3 anni ma ne ricava molti di più

Quasi tutte le squadre di calcio italiane scelgono la zona del Trentino Alto Adige per il proprio ritiro. Clima, sponsor, distese montane meravigliose, insomma un toccasana per corpo e testa. Ma dietro ci sono anche interessi economico notevoli.

Facciamo due conti, il Trentino investe qualcosa come un milione di euro per i ritiri, dai 10 mila euro del CHIEVO che però è appena saltato, e non potrà disputare la serie B, ai 750.000 euro del NAPOLI a Dimaro ma qui il ritorno economico è stato calcolato in 10 milioni di euro.

 

IL CASO - L’Atalanta diserta il ritiro a Clusone: Quando la “politica” condiziona le scelte e l’amministrazione rischia anche nel 2022

Tutto comincia in una sera di metà luglio, consiglio comunale di Clusone, nessuno tra il pubblico ma il clima è caldo, ed è caldo sul fronte Atalanta, che già di suo ha scaldato gli animi e i cuori di migliaia di tifosi durante tutta la stagione calcistica.

Sul tavolo la convenzione proprio con la Dea che costerebbe decine di migliaia di euro all’anno al Comune di Clusone con un ritorno, che secondo l’amministrazione, non sarebbe paragonabile a quanto speso.

Andiamo a vedere cosa c’è scritto nella convenzione che dura 10 anni, quindi sino al 2029, visto che è stata stipulata nel 2019: nella convenzione sia la Prima Squadra che la Primavera, si impegnano a svolgere il ritiro estivo con allenamenti e partite ufficiali nel periodo tra il 1 luglio e il 10 agosto (lo scorso anno e anche quest’anno per ragioni legate al covid il ritiro non si fa e la squadra è rimasta a Zingonia).

Il comune di Clusone si assume l’impegno della manutenzione del campo in erba naturale a 11 giocatori, il campo sintetico a 9, la palestra del Centro Sportivo e tutte le varie strutture annesse, quindi spogliatoi, magazzini, uffici, aree interne ed esterne, tribune ecc.

Nella convenzione si legge tra l’altro: “le aree tecniche (campo da gioco in erba naturale) devono essere consegnate e mantenute in perfette condizioni per tutta la durata del ritiro secondo le esigenze di Atalanta. Il Comune di Clusone si assume l’impegno di garantire che ogni attività sul campo del centro sportivo sia conclusa entro e non oltre il 31 maggio”.