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Regione: i partiti al gioco delle preferenze

Regione: i partiti al gioco delle preferenze
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La prima cosa da mettere in conto e che fa la differenza con le elezioni politiche che abbiamo avuto in autunno, è che per eleggere gli 80 (79 in quanto il Presidente viene eletto direttamente) consiglieri regionali, la differenza la fanno le preferenze. Quindi anche un candidato che nella lista del suo partito è all’ultimo posto, in realtà può essere eletto se raccoglie più preferenze di quelli che lo precedono. Si può fare una preferenza scrivendo cognome e nome di un candidato. Si possono fare anche due preferenze, ma in tal caso una deve essere di un maschio e una di una femmina. Non è una differenza da poco perché noi elettori possiamo votare chi conosciamo uno o una che secondo noi o ha fatto bene o lo può fare.
Il secondo punto è che si può fare il “voto disgiunto”. Vale a dire uno può votare per un candidato alla presidenza (Fontana, Moratti, Majorino e se ne aggiungerà magari qualcun altro in questi ultimi giorni) e votare poi per una lista di un partito che non sostiene quel presidente.
Mentre andiamo in stampa in alcuni schieramenti si stanno ancora definendo i candidati (I 5 Stelle votano online), c’è una rosa di candidati, ma già la difficoltà a candidare 5 maschi e 5 femmine determina esclusioni magari eccellenti.
Analizziamo le liste con l’avvertenza che tra una settimana si presenteranno anche liste civiche a sostegno dei vari candidati alla presidenza.

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