rogno

Ruggero Conti e il suo film su Rogno: “Sei sindaci che raccontano il paese. Un viaggio commovente e storico”

l'idea di Cristian Molinari sindaco di Rogno dal 2019, era quella di narrare la storia del Comune attraverso la voce dei suoi 7 sindaci ancora in vita.

Ruggero Conti e il suo film su Rogno: “Sei sindaci che raccontano il paese. Un viaggio commovente e storico”
Cronaca Bassa Valle, 11 Dicembre 2020 ore 16:21

Un film documentario, che entra dentro Rogno, con le voci di chi Rogno lo ha guidato come Sindaco, Mario, Ernesto, Ferruccio, Aldo, Guerino, Dario“L’idea di Cristian Molinari - spiega Ruggero Conti, realizzatore del film -  sindaco di Rogno dal 2019, era quella di narrare la storia del Comune attraverso la voce dei suoi 7 sindaci ancora in vita. Sindaci che coprono infatti un periodo ininterrotto di 60 anni alla guida del paese, dal 1960 ai giorni nostri”. “Le voci (Mario, Ernesto, Ferruccio, Aldo, Guerino, Dario) - continua Ruggero Conti -  sono state tutte molto disponibili, tutte molto sincere, vere; si sentiva, forte, la soddisfazione nel rendere testimonianza, soprattutto da parte dei più anziani (amministrativamente parlando, sia chiaro). C’era chi dopo aver ricevuto l’invito ha pazientato, si è seduto al tavolino ogni sera, e per settimane ha ricostruito la storia dei suoi mandati. E pensava di non sentirsela di parlare, ha scritto una lettera al posto dell’intervista, poi invece si è convinto, ed è stato un fuoriclasse. C’era chi era già molto scafato nell’arte del farsi intervistare. Chi si è fatto un po’ desiderare, ma non troppo. Chi ha saputo aspettare le lungaggini dell’intervistatore. Chi è andato a spulciare nei vecchi ricordi di quando era in amministrazione. Il basso continuo, il messaggio di fondo è che l’amministrazione non c’entra (quasi) niente con la politica; è la difficoltà di amministrare un piccolo comune che così piccolo poi non è; è la volontà di perseguire il Bene Comune (maiuscolo, come lo scrive Mario Fontana) al di là della differenza tra i punti di vista. Mario è stato “contento di essersi ricordato tutto”, e l’ho “fatto tornare giovane” (ma lui è ancora giovane), Aldo si è messo il maglione elegante di quando va a teatro, Dario ha dedicato un intero pomeriggio di un giorno feriale, e so che vuol dire tanto. Guerino si è commosso più di una volta.  Ernesto ha aperto le porte del suo ufficio da mega-direttore-galattico, Ferruccio ha messo a posto quel piccolo difetto estetico, tutti hanno aperto le porte di casa loro con la massima disponibilità. E li ringrazio tantissimo”. “Rogno 1960,2020 - Storia moderna di un piccolo paese” è un doc in ordine semi-cronologico: si svolge seguendo il corso degli ultimi 60 anni, ma sovente ci sono battute che riportano indietro o avanti nel tempo. Tra una voce e l’altra, quasi per caso, si inserisce una figura femminile: prima bambina, poi ragazza, quindi giovane donna, adulta, matura. E’ l’immagine del Comune che con gli anni si forma, prende coscienza di sé, come una persona in carne e ossa. Il documentario è commentato dalla splendida colonna sonora originale di Andrea Serventi. “Un ringraziamento speciale - continua Conti - va anche all’insostituibile Flavio Salvini. Gli altri ringraziamenti sono nei titoli di coda. E prima che lo diciate voi: manca qualcosa. Mancano tante cose. Non poteva starci tutto. Il documentario è costruito intorno a sette interviste, ognuna durata più di un’ora, e il risultato finale è un film di 70 minuti. Si è dovuto quindi lavorare non di forbici o taglierina, ma di accetta. Come diceva Mauro Corona: ‘Bisogna togliere, TOGLIERE, TOGLIERE’, per far emergere l’essenziale. Tante sono state le cose tralasciate, ma quello che ne è uscito, appunto, è l’essenziale.  Prendetelo come un punto di vista, il mio sguardo sul paese. Me ne assumo la responsabilità, chi verrà dopo potrà completare il quadro. La realizzazione di questo documentario è stata interrotta per qualche mese (febbraio-maggio 2020) a causa della Grande Pandemia che ha colpito anche la nostra zona. Nel momento in cui scrivo, la Provincia di Bergamo è seconda solo all’area metropolitana di New York per mortalità dovuta a Covid – 19, la malattia causata dal virus SARS CoV-2. Una delle ultime scene di questo documentario è stata girata alla Fontana dei Motociclisti, tra le frazioni montane di San Vigilio e Monti. E se guardate bene, su una delle pietre di quella fontana, ci sta scritto: fonte di salute e di pace. Mi sembra un buon augurio per il futuro. Dedico questo lavoro ai cittadini di Rogno e, se permettete, a mia moglie Elisa. Questo progetto è stato sviluppato all’interno del mio percorso di lavori socialmente utili, punizione rieducativa alternativa alla detenzione. La mia opinione è che essa sia un provvedimento davvero utile, sia per l’individuo che per la società. So che è utopia, ma io sogno ancora un mondo in cui le galere sono inutili, e tutti stanno fuori. Com’era? Dai diamanti non nasce niente…”. Lunedì 4 dicembre alle ore 19.35 su Teleboario sarà trasmesso il film documentario di Rogno, la storia di un piccolo grande Paese.