Cronaca
Ponte di Legno

Viaggio in quello che era l’oro bianco, la neve che il Covid ha svalutato

Sindaco, Pro Loco, artigiani, ristoratori, Adamello Ski, scuola sci: "Siamo a terra, la crisi peggiore di sempre".

Viaggio in quello che era l’oro bianco, la neve che il Covid ha svalutato
Cronaca Ponte di Legno, 26 Gennaio 2021 ore 16:35

Un viaggio dentro il mondo dell’oro bianco, la neve, che qui rende tutto ovattato, come fosse una fiaba, qui a Ponte di Legno meta di centinaia, migliaia di turisti anche stranieri che il Covid ha eliminato. Qui si tiene duro ma è chiaro che non si può andare avanti ancora a lungo, la gente qui è abituata a rimboccarsi le maniche e lo sta facendo anche stavolta, ma se tutto nella vita ha un prezzo, tutto ha anche un limite.

Pro Loco - Elena Veclani: “E’ surreale. L’inverno è perso, puntiamo all’estate, la gente è smarrita ma qui c’è voglia di ripartire”

Elena Veclani, presidente della Pro Loco e rappresentante dei commercianti, ha il polso di una situazione davvero difficile per il commercio e la vita sociale a Ponte di Legno: “La situazione è molto difficile, sembra un tempo sospeso, e anche solo pensare al futuro e immaginarlo è dura. Azzardare previsioni e impossibile ma noi andiamo avanti. Come Pro Loco stiamo continuando a dare il nostro servizio informazioni, l’Info Point, è comunque un punto di riferimento per chi ci chiama, chiedono le normative vigenti, chiedono cosa si può fare. Molti proprietari di seconde case stanno raggiungendo la località e si fermano al servizio Informativo. Invece per quel che riguarda l’altra nostra attività sul territorio, e cioè l’organizzazione di eventi e manifestazioni, siamo totalmente fermi. Avevamo delle bellissime idee e iniziative ma al momento tutti i progetti sono fermi, non abbiamo la possibilità di realizzarli, ma non molliamo. Guardiamo avanti e pensiamo all’estate. Ci stiamo dando da fare per giocare d’anticipo, sperando di poter vivere una estate quasi normale”.

 

I ristoratori - “Abbiamo avuto i ristori calcolati su aprile scorso ma noi guadagniamo in inverno”

Marco Bezzi, dell’omonimo ristorante di Ponte di Legno e presidente Ape: “I mancati guadagni del periodo dicembre 2020- gennaio 2021 possiamo quantificarli in una percentuale  del 30% di un normale incasso annuale, trattandosi di un periodo di grande affluenza, legata ovviamente alla stagione sciistica. La mia categoria ha avuto ‘ristori’ calcolati in percentuale sull’incasso del mese di aprile scorso, cosa alquanto ridicola dal momento che non ci si può basare sul guadagno di un mese che non rappresenta né la stagione turistica estiva né quella invernale.

 

L’associazione artigiani - “Le aziende sono al collasso. Abbiamo perso un anno di fatturato”

Gli artigiani di Ponte di Legno sono immersi in una crisi duratura, la quale continua da diversi mesi a questa parte e non accenna a fermarsi. Aziende disastrate dalla pandemia e dalle decisioni del governo, in quanto non hanno potuto aprire nella stagione invernale: “A Ponte di Legno la situazione è diventata insostenibile – spiega il presidente della Associazione Artigiani Claudio del Bono - . Abbiamo interi settori fermi e questo comporta una mancanza di turisti. Non si hanno prospetti positivi di aperture e per il futuro. Ci sono costi da gestire molto ingenti, soprattutto per coloro che hanno dei dipendenti da mantenere. Le aziende sono giornalmente in perdita per via anche del pagamento delle tasse, infatti, diverse aziende hanno dovuto pagare l’IVA nella giornata di lunedì. Non è una situazione facile. Abbiamo le piste più belle della Vallecamonica e degli alberghi accoglienti, ma abbiamo tutto vuoto, lo stesso vale per le seconde case. Si è mosso qualcosina nel periodo di Natale, ma non molto”.

 

Gli albergatori - “Incertezza tragica: tutti chiusi. I ristori sono una presa in giro”

Gli albergatori di Ponte di Legno sono chiusi da diversi mesi. Nei mesi estivi essi si sono mossi per la messa in sicurezza dei loro stabili, per garantire l’afflusso dei turisti al loro interno. Nonostante gli sforzi, gli alberghi sono stati costretti a restare chiusi:  “Gli albergatori risentono di questa situazione in maniera tragica – spiega il presidente degli albergatori Alessandro Guerini - , perché con questa incertezza ed i continui cambi di colore da parte delle regioni, le attività non riescono ad organizzare il loro lavoro. La maggior parte delle strutture, per non dire la totalità, sono chiuse. Non potendo ospitare turisti, siamo a terra”.

 

Scuola sci Ski School - “Scuole sci chiuse al 100%: aspettiamo il 15 febbraio”

Le scuole di sci sono sicuramente uno dei settori che sta risentendo maggiormente di questo triste periodo, infatti l’attività in questa stagione non è proprio ripartita.

Non fanno eccezione le scuole di sci di Ponte di Legno: “Le scuole sono chiuse al 100% - spiega il direttore della scuola di sci di Ponte di Legno Ski School Mauro Lazzarini - , perché non possiamo fare nessuna attività. Abbiamo fatto qualche ora di lezione di fondo, ma solamente l’1% di quello che dovrebbe essere il lavoro totale della scuola. Attendiamo il 15 febbraio, per poter lavorare almeno un mese e mezzo e poterci pagare una parte delle spese. Le scuole di sci hanno dei costi fissi, come il pagamento dei segretari e del personale. Spese che cercheremo di ammortizzare in quel mese e mezzo, se si dovesse riuscire a riprendere con le nostre attività”.

I ristori sono stati nulli, ma qualcosa sembra muoversi: “Per ora non abbiamo preso neanche un euro di ristorno, né dallo Stato né dalla Regione Lombardia. Quest’ultima in questi giorni sta valutando la nostra situazione e, probabilmente, ci sono delle buone possibilità che ci diano qualche contributo, però ancora di definitivo non c’è niente”.

 

Il direttore della scuola sci - “Situazione insostenibile: vogliamo tornare in pista”

Gli impianti sciistici e gli albergatori di Ponte di legno, come del resto anche i ristoratori e i baristi, insieme ad altre categorie, stanno risentendo notevolmente della crisi economica causata dal coronavirus. La pandemia e i decreti emessi hanno messo in ginocchio interi settori. Molte persone si sono ritrovate senza lavoro, altre sono immerse in una crisi economica senza precedenti. La scuola di sci di Ponte di Legno è stata costretta a chiudere i battenti per diversi mesi e la situazione non sembra migliorare:   “Da tre mesi a questa parte non è cambiato nulla – spiega il direttore della scuola di sci di Ponte di Legno Marco Mosconi - , il nostro settore risente molto dei problemi economici. Stiamo aspettando di poter tornare in pista. La data attuale per la ripartenza è stata calendarizzata per il 15 febbraio, però stanno continuando a rimandare le aperture e la situazione è ancora in stand-by da diversi mesi”. I ristori sono stati irrisori: “Per quanto riguarda i ristori abbiamo ricevuto pochissimo, le uniche somme di denaro sono risalenti al mese di aprile”.

 

Adamello Ski - L’inverno più “nero” di sempre. Dipendenti senza stipendio

L’Adamello Ski di Ponte di Legno sta attraversando l’inverno più nero di sempre. Le restrizioni hanno causato una crisi senza precedenti, la quale rischia di ripercuotersi, non solo nel presente, ma anche nel futuro:  “La situazione è preoccupante purtroppo – spiega il direttore dell’Adamello Ski Michele Bertolini - . La stagione non è ancora iniziata ed abbiamo sostenuto ingenti costi per la manutenzione e preparazione della località dal punto di vista impiantistico. I continui rinvii non permettono di programmare a tutta la filiera. Le società e gli impianti, andando oltre la mera imprenditorialità, sono pronti ad aprire non appena sarà possibile, per mettere in moto un paio di mesi gli alberghi di stagione. Maestri di sci e dipendenti stagionali in questo momento sono senza uno stipendio”.

Le somme di denaro versate nelle casse della società non sono stati sufficienti: “I ristori diventano fondamentali per riuscire ad andare avanti senza compromettere la solidità delle società. Fino ad ora sono stati veramente esigui. Speriamo in somme di denaro importanti, le quali possano aiutare realmente la località, per evitare di entrare in una crisi di molti anni”.