concorso di poesia

versiAMO Araberara in un calice di poesia

versiAMO Araberara in un calice di poesia
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Spazio alla poesia con un ‘giudice’ d’eccezione, Ezio Merini (nella foto a destra), fratello di Alda Merini (nella foto a sinistra) ed esperto conoscitore di versi, poesie e poemi.

Tutti quelli che vogliono mandare poesie e/o aforismi lo possono fare inviando il tutto a redazione@araberara.it inviando un massimo di due poesie, indicando nome, cognome e un recapito telefonico, tutte verranno pubblicate sul giornale, sull’araberara bergamasco e anche su quello bresciano e a fine maggio, Ezio Merini sceglierà tra tutte le poesie arrivate le prime tre che riceveranno un premio davvero particolare e una pergamena con la motivazione.

Per essere pubblicate su questo numero le poesie sono state mandate entro martedì 30 marzo, per la pubblicazione sul numero del 23 aprile vanno invece mandate entro martedì 20 aprile, per la pubblicazione sul numero del 7 maggio vanno inviate entro martedì 4 maggio e per comparire sul numero del 21 maggio vanno inviate entro il 18 maggio. E poi a fine maggio verranno comunicati i nomi dei primi tre classificati.

 

Giornate fredde.

Vetri imbarazzati più per intimità che per umidità.

Nel gelido buio di un parcheggio improvvisato due bocche si sfiorano

si scambiano parole senza farle udire all’orecchio.

Le virgole

i punti

vengono suonati dalle dita tremanti che annusano delicatamente le forme del corpo altrui.

Un assaggio profondo di anima

il giusto piacevole gusto nell’assaporare la bontà dell’altro.

Timidi sospiri

lievi boccate d’aria

sono concesse solo nel momento di massimo bisogno.

Il resto del tempo

sempre poco

sempre sfuggente

è dedicato allo stuzzicante umido sapore di Luce vibrante

di zenzero e Primavera

che dalla bocca si espande sinuoso

fluente e profondo

attraverso midollo nervi e muscoli.

Capelli sciolti sulle spalle cullano inevitabilmente le guance che sfiorano.

Occhi socchiusi si aggrappano alla pelle dell’altro

delicatamente

poco alla volta

senza fare male

senza disturbare.

Il collo si inarca

si allunga

cerca l’abbraccio in torsione del gemello vicino.

I corpi alla deriva dei sensi accompagnano l’orchestra

ascoltano la sinfonia prodotta dal profondo

assecondano le direttive del cuore.

Pablo Bardella

 

TUTTE LE POESIE CHE CI SONO STATE INVIATE SONO PUBBLICATE SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 2 APRILE

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