Contenuti, obiettivi e significato costituzionale del referendum confermativo sulla giustizia hanno dominato il dibattito nel gremito Auditorium Mazzoli di Breno dove ieri sera il Direttivo di Forza Italia della sezione di Breno, guidato da Elisabetta Bontempi con il supporto di Carolina Morandini e Elena Domenighini, ha promosso un incontro pubblico dedicato alla consultazione che chiamerà alle urne i cittadini il 22 e 23 marzo prossimi.

“L’iniziativa – ha introdotto Elisabetta Bontempi – vuole essere un momento di informazione e approfondimento sui contenuti della riforma costituzionale cui ne seguiranno altri su temi importanti per la vita dei cittadini”.
Una lettura di contenuto del testo normativo e di contesto storico ben rappresentato dai due relatori, l’Avv. Vittorio Minervini (Componente del Consiglio Nazionale Forense e Vicepresidente Fondazione dell’Avvocatura italiana) e l’Avv. Andrea Cavaliere (Componente della Giunta Nazionale dell’unione Camere Penali forense) coordinati dall’Avv. Dina Nobili, che ha sottolineato l’importanza di un passaggio decisivo per la tutela dei diritti dei cittadini e la garanzia di imparzialità e indipendenza in sede giudiziaria.
La riforma, approvata dal Parlamento e ora sottoposta a referendum confermativo interviene sull’ordinamento giudiziario per introdurre una separazione più netta delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri e ridefinire gli organi di autogoverno della magistratura, assicurando al cittadino un giudizio non influenzato da logiche interne alle correnti della magistratura.
Al centro del dibattito i tre cardini normativi della riforma:
- Separazione delle carriere: giudici e pubblici ministeri seguiranno percorsi professionali distinti, con l’obiettivo dichiarato di evitare contaminazioni e conflitti di interesse tra l’effettività dell’accusa e l’esercizio dell’imparzialità giudiziaria;
- doppio Consiglio Superiore della Magistratura (CSM): la riforma propone la costituzione di due organi autonomi di autogoverno, uno per la magistratura requirente e uno per quella giudicante, al posto dell’attuale CSM unico al fine di garantire maggiore indipendenza e trasparenza nei percorsi di carriera.;
- creazione di un’Alta Corte disciplinare per la valutazione e la gestione delle questioni relative alla responsabilità dei magistrati.
Una riforma, quella approvata dal Parlamento, che insiste sulla dimensione garantista per una magistratura più imparziale e vicina ai cittadini.
Nel corso della serata il dibattito si è animato con interventi che hanno portato opinioni e visioni differenti, offrendo l’opportunità di spunti di approfondimento in un momento cruciale della vita del nostro Paese che impone ai cittadini a informarsi a fondo per esprimere un voto consapevole su una questione che, secondo i promotori, incide direttamente sul diritto fondamentale a un giusto processo e sullo sviluppo futuro.
Va infatti ricordato che, trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non è richiesto il raggiungimento di un quorum: la riforma sarà confermata o respinta semplicemente in base alla maggioranza dei voti validi espressi dagli elettori nei due giorni di voto, domenica 22 e lunedì 23 marzo.
“Per questa ragione -hanno concluso i relatori- andare alle urne non significherà solo esercitare un diritto, ma soprattutto contribuire a definire l’assetto della giustizia nel nostro Paese: un atto di responsabilità civica, necessario per rafforzare le garanzie del giusto processo e tutelare il cittadino nel rapporto con lo Stato”.