Corsi di sicurezza sul lavoro: come orientarsi in base al livello di rischio

Corsi di sicurezza sul lavoro: come orientarsi in base al livello di rischio

L’anno, a Brescia, è iniziato con una buona notizia e una cattiva per quanto riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro, questo alla luce del report di INAIL per il mese di gennaio 2026.

Partiamo dalla prima: non si è registrata alcuna vittima sui luoghi di lavoro. La seconda non è però altrettanto rosea: le denunce per infortunio sono aumentate; sono state 1.130, a fronte di un aumento di 46 unità rispetto all’anno precedente.

Si tratta della conferma di quanto, per le aziende, sia importante prestare attenzione a questo tema così cruciale, investendo, in primo luogo, sui corsi sicurezza sul lavoro obbligatori per lavoratori, essenziali per prevenire dai possibili incidenti, tutelando maggiormente.

Allo stesso tempo, orientarsi nella scelta per i datori di lavoro può non essere semplice. Vediamo dunque una panoramica dei corsi obbligatori sulla sicurezza, alla luce del livello di rischio che interessa la singola impresa.

La formazione obbligatoria prevista dalla normativa

La formazione dei lavoratori in materia di sicurezza è un obbligo contemplato all’interno del Decreto Legislativo 81/2008, più conosciuto come Testo Unico sulla Sicurezza. Esso stabilisce che ogni dipendente debba ricevere una preparazione adeguata sui rischi presenti nell’ambiente di lavoro nonché sulle misure di prevenzione da adottare durante lo svolgimento delle proprie mansioni.

Si tratta di una misura obbligatoria per tutte le imprese, indipendentemente dal settore di attività, disposta nell’intento di fornire ai lavoratori gli strumenti necessari per acquisire una maggiore consapevolezza.

La classificazione dei livelli di rischio: basso, medio e alto

Non tutte le attività lavorative denotano lo stesso grado di esposizione ai pericoli. Per questo motivo la formazione sulla sicurezza dei lavoratori viene modulata anche in base al livello di rischio associato all’attività svolta dall’azienda.

In linea generale, le imprese vengono suddivise in tre categorie, ovvero:

  • rischio basso: si tratta principalmente delle attività d’ufficio e del settore dei servizi;
  • rischio medio: fanno parte della categoria le attività di settori come logistica, artigianato, trasporti, ecc.
  • rischio alto: si tratta dei contesti produttivi più complessi, come i cantieri edili o le attività industriali dove l’uso di macchinari e lavorazioni particolari aumenta la probabilità di incidenti.

Questa classificazione è la base per definire e approntare i percorsi formativi più adeguati rispetto alle reali condizioni di lavoro.

I principali corsi di sicurezza obbligatori per i lavoratori

La formazione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro diverge alla luce di molteplici fattori, a cominciare proprio dal livello di rischio a cui sono esposti i dipendenti. Ecco una panoramica dei principali percorsi formativi:

  • corso di formazione generale: offre un’introduzione di natura generale. Questo corso si rende necessario in caso di assunzione o avvio allo svolgimento della mansione. È un corso preliminare, da integrare con un corso più mirato in base al tipo di rischio. La durata è di quattro ore;
  • corso per rischio basso: è specifico per le aziende di tale categoria e ha una durata pari a 4 ore;
  • corso per rischio medio: è un corso più approfondito e ha una durata di 8 ore;
  • corso per rischio alto: è il più complesso e articolato, a fronte di una durata pari a 12 ore.

La formazione generale non necessita di aggiornamento, cosa che non vale per gli altri percorsi, per i quali il rinnovo è necessario ogni cinque anni.

Come evidenziato dal nuovo Accordo Stato Regioni in materia di formazione, il corso lavoratori Generale + Specifico deve essere svolto prima di adibire il lavoratore alla mansione, contestualmente all’assunzione (o prima ove fattibile).

Inoltre, ora la Formazione Generale è propedeutica alla Formazione Specifica.